Traffico di droga, pishing ai danni di correntisti e riciclaggio, arresti

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 Sono due le indagini che hanno portato all’arresto di 18 persone per traffico di droga, frode su conti correnti e riciclaggio. Dalle inchieste, condotte dai carabinieri di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della procura, è emerso che una organizzazione era dedita al traffico di stupefacenti, l’altra per riciclare il denaro provento di pishing ai danni di correntisti.

Per l’indagine “Random”, sono state arrestate 15 persone, 8 in carcere e 7 ai domiciliari, mentre 5 sono quelle finite in carcere nell’operazione “Fullones”. Due degli arrestati sono coinvolti in entrambe le operazioni.

Sono 111 le persone coinvolte nell’indagine Fullones, quasi tutti reggine, che avrebbero messo a disposizione dell’organizzazione carte prepagate per poter prelevare il denaro che veniva sottratto all’estero dai conti correnti delle vittime, circa 200 per un danno economico totale pari ad almeno 171 mila euro.

Un numero provvisorio che potrebbe aumentare e che si riferisce solo al periodo dell’indagine Fullones, dal nome latino con cui venivano appellati coloro che lavavano i tessuti nell’antica Roma.

Dalle investigazioni è emerso una mega operazione di “lavaggio” di denaro illecito. Le indagini sono scattate dopo che una vittima si è vista decurtare in un sol colpo 9.300 euro dal proprio conto corrente. Solitamente le somme sottratte erano inferiori, tutto era studiato nel dettaglio per non destare sospetti e ritardare il più possibile le indagini.

Le vittime veniva adescate con email fraudolente, il fenomeno del “phishing”, con cui loro stessi cliccavano su un portale che credevano essere quello del proprio istituto di credito fornendo invece ai criminali le loro credenziali.

Una volta avuto accesso ai conti, i criminali studiavano i movimenti, in modo da prelevare somme all’insaputa delle vittime, che spesso si accorgevano solo a fine mese degli ammanchi, o addirittura dopo qualche mese.

Il denaro veniva “bonificato” a soggetti di Reggio Calabria che si presentavano subito agli sportelli automatici per prelevare le somme. Erano stati tutti istruiti a rispondere la stessa cosa nel caso di controlli delle forze dell’ordine: non sapevano come mai del denaro gli era stato accreditato, ma una volta disponibile lo avevano speso.

Per tutti loro invece l’accusa ipotizzata dalla procura diretta dal procuratore capo Giovanni Bombardieri è di riciclaggio. L’altra indagine invece ha colpito un’organizzazione dedita al traffico di droga, marijuana, eroina e cocaina. La banda aveva individuato come base logistica un locale da ristrutturare e adibire a sala giochi, in pieno centro, vicino agli istituti scolastici d’inverno e ai locali della movida in estate.