Fallimento Multiservizi, intreccio tra clan, politici e imprenditori. 8 arresti

Blitz della finanza di quattro regioni. Secondo la Dda di Reggio Calabria i clan erano in "affari" con politici e imprenditori. Sequestrati 5 milioni

Carlomagno campagna Jeep Compass Ottobre 2019

I Finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto dei colleghi di Milano, Siena ed Agropoli, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, dalle prime luci dell’alba stanno eseguendo in Calabria, Campania, Toscana e Lombardia un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 8 persone ritenute responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, del reato di bancarotta fraudolenta in quanto titolari di cariche o qualifiche societarie.

Ai domiciliari sono finiti Pietro Cozzupoli di 81 anni; Lauro Mamone (62); Giuseppe Rocco Giovanni Rechichi detto ” Pino” (61); Antonino Rechichi (34); Giovanni Rechichi (34); Rosario Giovanni Rechichi (58);Michelangelo Maria Tibaldi (52); e Michele Tibaldi, di 32 anni.

Secondo l’accusa gli indagati avrebbero distratto e dissipato il patrimonio delle società “Multiservizi Spa” e “Gestione Servizi Territoriale Srl” (G.S.T.) in danno dei creditori, provocandone il fallimento. Stando alle indagini, i fondi pubblici destinati alla manutenzione dei servizi cittadini sarebbero stati distratti e lucrati dalle cosche di ‘ndrangheta, grazie agli accordi con politici e imprenditori collusi.

Contestualmente è in corso d’esecuzione un decreto di sequestro preventivo d’urgenza che dispone il sequestro di somme di denaro per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro.

A emettere il provvedimento il gip di Reggio. I particolari dell’operazione, in codice “Mala Gestio”, saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in mattinata presso il Comando Provinciale della Gdf di Reggio Calabria.