Libro nero, torna in libertà Demetrio Naccari Carlizzi, indagato dalla Dda

La Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame con cui si disponevano gli arresti domiciliari a carico dell'ex vicesindaco di Reggio Calabria ed ex assessore regionale considerato vicino al clan Libri

Carlomagno Jeep Compass Sett. 2020 Per ricevere gli aggiornamenti metti "Mi piace" sulla nuova pagina Fb
L’ex consigliere calabrese e assessore, Demetrio Naccari Carlizzi

La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame con cui si disponevano gli arresti domiciliari a carico di Demetrio Naccari Carlizzi, ex vicesindaco di Reggio Calabria ed ex assessore regionale al Bilancio, a seguito dell’operazione “Libro Nero” in cui Naccari è indagato per concorso esterno perché avrebbe favorito la cosca Libri.

Già nella fase preliminare il gip distrettuale aveva rigettato l’originaria richiesta di custodia cautelare in carcere della Dda di Reggio Calabria, che per questo aveva presentato ricorso al Tribunale della libertà ottenendo la misura.

Il collegio, in attesa della decisione del ricorso in Cassazione avverso la richiesta della Procura, depositato dai difensori di Naccari Carlizzi, gli avvocati Natale Polimeni e Giuseppe Mazzetti, aveva accolto il ricorso della Dda e posto Naccari ai domiciliari fino al pronunciamento della Suprema Corte.

“In Cassazione – ha dichiarato l’avvocato Polimeni – abbiamo illustrato la tesi difensiva incentrata sull’assoluta inesistenza di una condotta capace di integrare, anche minimamente, l’ipotesi contestata, tesi accolta con l’annullamento dell’ordinanza del Tdl. Siamo contenti di questo ulteriore risultato difensivo che sono certo consentirà di dimostrare l’agire limpido e cristallino del Naccari e l’inesistenza di qualunque condizionamento di forze criminali di cui, per come si è dimostrato, egli è rimasto invece vittima finanche con danno”.

Nell’inchiesta “Libro Nero”, sono coinvolte a vario titolo 18 persone, tra le quali l’ex vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Alessandro Nicolò, prima di Forza Italia e successivamente transitato in Fratelli d’Italia, partito da cui è stato espulso, allo stato detenuto con l’accusa di associazione mafiosa. Nell’indagine è stato coinvolto pure l’ex capogruppo del Pd Sebi Romeo, che non è però indagato per mafia ma per tentata corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio in concorso.

LEGGI L’INCHIESTA E LE INTERCETTAZIONI 

Concorso esterno per Naccari Carlizzi: Gip nega arresto: “Vicino ai clan ma ora senza incarichi”

 

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