Accoltellarono un giovane perché abusava di minorenni, individuati e arrestati

Spedizione punitiva tre anni fa nei confronti di un giovane di Taurianova. I tre indagati conoscendo il "vizietto" della vittima volevano ucciderlo. Volevano farsi giustizia da soli. Scampato all'imboscata, il trentenne ad Aprile 2019 venne arrestato per atti sessuali su minori.


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Avevano tentato di farsi giustizia da soli castigando a sangue una persona che a loro dire aveva abusato di minorenni, accoltellandolo e riducendolo in fin di vita. Una spedizione quasi mortale avvenuta tre anni addietro nella piazza centrale di Taurianova.

Dopo anni di indagini complesse, osteggiate anche dall’omertà della vittima, i carabinieri sono riusciti comunque a risalire ai presunti responsabili dell’imboscata traducendoli in carcere su ordine del tribunale di Palmi che ha accolto le richieste della Procura guidata da Ottavio Sferlazza.

In galera sono finiti i fratelli Giuseppe e Rocco Larosa, di 42 e 43 anni, con precedenti, e il loro cugino 29enne Mario Maduli, tutti di Taurianova, poiché ritenuti responsabili del reato di tentato omicidio in concorso.

I fatti risalgono al periodo pasquale di tre anni fa, quando un 30enne di Locri, giunto nel tardo pomeriggio a Taurianova a bordo della sua auto, dopo aver parcheggiato in Piazza Italia, è stato raggiunto da tre individui, obbligato a scendere dal mezzo, circondato e colpito ripetutamente con un coltello, rimanendo ferito al torace, alla spalla, al dorso e alle mani.

Il ragazzo non ha perso la vita solo perché, fortunatamente, è riuscito a parare alcuni fendenti e attirare l’attenzione di altre cittadini con le sue urla, mettendo in fuga gli aggressori, prima che potessero ferirlo mortalmente.

I tre indagati, nel corso della colluttazione – come successivamente ricostruito dai Carabinieri intervenuti -, per evitare che la vittima riuscisse a scappare, avevano staccato anche le chiavi dal quadro dell’auto, lanciandole lontano sul manto stradale.

Un vero e proprio agguato, nella centralissima piazza di Taurianova, studiato nei minimi dettagli e preceduto da una attenta osservazione dei movimenti della vittima. Una dinamica che ha fatto subito intuire ai carabinieri di Taurianova come l’aggressione non fosse né casuale né estemporanea.

Purtroppo, come troppo frequentemente accade, il ragazzo fin da subito si è mostrato particolarmente reticente, non collaborando con gli investigatori e celando parte della verità, venuta poi alla luce solo attraverso complesse e successive indagini, coordinate dalla Procura di Palmi.

L’attenta analisi delle videocamere, dei cellulari sequestrati, delle testimonianze, integrate da altre attività tecniche, ha consentito ai Carabinieri reggini di identificare compiutamente i 3 aggressori, parenti tra di loro, due dei quali con precedenti per vari reati, ed ha permesso anche di acclarare il movente del grave gesto delittuoso.

L’aggressione era infatti riconducibile ad un contesto di atti sessuali che sarebbero stati compiuti della vittima con ragazzi di giovanissima età, anche della Piana di Gioia Tauro, e i tre indagati avevano l’obiettivo di ottenere una privata e medievale “giustizia”.

In realtà, proprio per tali condotte a danno di minori, la stessa vittima, nell’aprile dello scorso anno, è stato a sua volta colpita da ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita all’esito delle specifiche indagini svolte dagli stessi Carabinieri.

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