23 Febbraio 2024

‘Ndrangheta e Rifiuti, cinque arresti a Milano

In manette un consigliere comunale di Busto Arstizio ritenuto collegato con la "locale" di Legnano-Lonate Pozzolo

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Il Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano ha arrestato oggi cinque persone, tra cui il consigliere comunale di Busto Arsizio (Varese) Paolo Efrem nell’ambito di un’inchiesta del pm di Milano Silvia Bonardi su infiltrazioni della ‘ndrangheta nel settore dei rifiuti.

I reati contestati agli indagati sono di estorsione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti con l’aggravante dal metodo mafioso. In manette Vincenzo Rispoli, considerato il capo della “locale di Legnano-Lonate Pozzolo” (attualmente imputato nel processo “Krimisa”) e, appunto, il consigliere comunale, ritenuto collegato con esponenti della locale di ‘ndrangheta.

L’indagine, spiega una nota della procura, costituisce il seguito dell’operazione “FEUDO” coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano che aveva portato, nell’ottobre 2019, all’arresto di 11 soggetti per traffico illecito di rifiuti ed al sequestro preventivo per equivalente di fabbricati, terreni, disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di oltre 1.500.000 di euro.

L’indagine avviata dopo l’esecuzione della citata ordinanza ha consentito di riscontrare come la società SMR ECOLOGIA srl, operante nel settore prima del trasporto e poi del trattamento rifiuti, gestendo l’impianto di trattamento rifiuti sito in La Guzza (Como), abbia subito, per un lungo periodo, l’infiltrazione da parte di soggetti legati alla locale di Legnano-Lonate Pozzolo.

Grazie alla scelta dell’imprenditore, a suo tempo raggiunto dalla misura cautelare, di spiegare le motivazioni sottese all’illecita attività, è stato possibile ricostruire il contesto estorsivo in cui egli, dal 2014 al 2018, è stato costretto ad erogare utilità di vario tipo e, più precisamente, sia somme di denaro che assunzione di personale.

E’ emerso, grazie a indagini patrimoniali, anche come la maggior parte delle dazioni di denaro avveniva attraverso la creazione di fondi ad hoc creati, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, per fittizie consulenze, dalla ditta individuale di un compiacente componente del Consiglio Comunale di Busto Arsizio.

E’ stato dimostrato come tali provviste, pari a oltre 100.000 euro, per un solo anno, siano state utilizzate per far fronte al pagamento delle spese di viaggio e di soggiorno al Nord Italia da parte dei più stretti familiari di un soggetto all’epoca detenuto e sottoposto al 41 bis.

E’ emerso inoltre come l’attività estorsiva abbia condotto all’assunzione, forzata, da parte della società del genero del capo della locale. Allarmante, spiega una nota, è il settore in cui operava SMR ECOLOGIA s.r.l.: come noto, quello dei rifiuti è uno degli attuali ambiti privilegiati per l’operatività della ‘ndragheta e ciò in relazione alla sua estrema redditività. Sono in corso perquisizioni.


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