‘Ndrangheta, catturato in un casolare del Vibonese il latitante Domenico Bellocco

Era alla macchia dal 2019. Il narcotrafficante è stato localizzato e arrestato da carabinieri e finanzieri in un casolare in una zona rurale comune di Mongiana (Vibo). Ha mostrato documenti falsi ma non è sfuggito alla cattura

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

Quando i militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza di Reggio Calabria l’hanno scovato in un casolare del vibonese, ha mostrato documenti falsi per sfuggire alla cattura, ma i militari che da tempo erano sulle sue tracce l’hanno comunque riconosciuto e arrestato. In manette è finito Domenico Bellocco, 44 anni, latitante di ‘ndrangheta considerato elemento di spicco dell’omonima cosca di Rosarno, alla ‘macchia’ da circa un anno.

Il latitante è stato localizzato e catturato in un casolare in una zona rurale comune di Mongiana (Vibo), in esito alle risultanze di indagini coordinate dalla Dda di Reggio Calabria diretta da Giovanni Bombardieri.

Le investigazioni sono state eseguite dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria del capoluogo reggino e sono state avviate nel 2019 nei confronti di un’organizzazione di stampo mafioso dedito al narcotraffico di cocaina verso il territorio nazionale a mezzo container e al riciclaggio dei relativi proventi illeciti.

Nell’ambito dell’operazione denominata “Tre Croci”, il Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata (Gico), ha raccolto questo pomeriggio elementi utili alla localizzazione del ricercato, in maniera convergente con le risultanze di specifiche attività investigative condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Reggio Calabria.

Il latitante, ricercato dal novembre 2019 per traffico di droga e associazione mafiosa, si era sottratto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice presso il tribunale reggino, in esito alle risultanze di una precedente operazione antidroga denominata “Magma”.

L’indagine era partita dal sequestro, avvenuto nel 2016, di quasi 400 chili di cocaina che era stata gettata in mare dall’equipaggio di una motonave a bordo della quale c’era un soggetto che le indagini hanno accertato essere in contatto un uomo legato alle cosche di Rosarno il cui promotore, secondo i pm, era proprio Domenico Bellocco.

Stando all’inchiesta, il latitante coordinava le operazioni di importazione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente giunti in Italia attraverso il porto di Gioia Tauro.

Nei confronti di Bellocco, ci sono anche le dichiarazioni dei pentiti Salvatore Albanese e Giuseppe Tirintino. I due collaboratori di giustizia lo indicano come uno dei soggetti che hanno ricevuto dallo zio capo cosca Umberto Bellocco l’investitura a reggente della cosca. Adesso è stato portato nel carcere di Vibo Valentia.

Bellocco, espletate le formalità di rito è stato associato alla casa circondariale di Vibo Valentia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Allo stato, riferisce una nota congiunta di carabinieri e finanza, sono in corso ulteriori indagini al fine di identificare e rintracciare eventuali soggetti che abbiano favorito la latitanza di Domenico Bellocco il quale disponeva di documenti falsi.

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