Estradato dall’Albania intermediario dei clan di Rosarno coi narcos

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Ieri notte, all’aeroporto internazionale di Fiumicino, è stata conclusa la procedura di estradizione di Bujar Sejdinaj, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale reggino il 5 dicembre 2019, non eseguito in quanto resosi irreperibile all’estero e successivamente arrestato lo scorso 21 luglio 2020, in esecuzione del mandato di arresto europeo ed internazionale.

Sejdinaj, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti, è stato indagato nell’ambito dell’operazione Magma, coordinata dal procuratore capo Giovanni Bombardieri e dal procuratore aggiunto, Gaetano Paci e condotta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dallo Scico di Roma, conclusa nel novembre 2019 con l’esecuzione di 45 misure cautelari per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, detenzione illegale di armi.

Le attività investigative hanno consentito di destrutturare completamente la cosca di ‘ndrangheta riconducibile ai Bellocco di Rosarno e le sue articolazioni extra regionali, traendo in arresto tutti i membri apicali della famiglia, appartenente al “mandamento tirrenico” e operante nella piana di Gioia Tauro, in Emilia Romagna, in Lazio e in Lombardia.

Il gruppo criminale, articolato su più livelli e dotato di elevatissime disponibilità finanziarie, allo scopo di importare la cocaina, individuava in Sudamerica, in particolare in Argentina e Costarica, fonti di approvvigionamento di ingenti partite di quella sostanza stupefacente da inviare in Italia occultate, per il trasporto navale, in appositi borsoni all’interno di container.

Per tali finalità, uomini della cosca Bellocco si sono serviti di alcuni emissari che hanno effettuato diversi viaggi all’estero – al fine di visionare lo stupefacente e contrattare con i referenti in loco al fine di poter organizzare gli aspetti logistici dell’importazione – e, tra questi, Bujar Sejdinaj, alias “lo zio”, avamposto della ‘Ndrina “Bellocco” nell’area balcanica, il quale partecipava – insieme ad altri sodali – all’organizzazione dell’acquisto in Spagna di circa 20 kg di cocaina.

L’estradizione giunge al termine di serrate indagini condotte dal Nucleo di Polizia economica e finanzieria di Reggio Calabria e dal Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma, con il determinante supporto del Secondo Reparto del Comando Generale del Corpo, della Direzione Centrale della Polizia Criminale, guidata dal Prefetto Rizzi, dal Segretariato generale dell’Oipc-Interpol di Lione e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con il supporto operativo della Polizia di Stato albanese, nell’ambito del più ampio progetto I-CAN (Interpol Coopeperation Against‘Ndrangheta), promosso dall’Italia insieme ad Interpol che ha consentito, tra l’altro, di rintracciare e catturare in contemporanea, oltre al menzionato, ulteriori 5 soggetti in tre diversi Stati esteri: Albania – Argentina e Costarica.

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