Anziani sedati e lasciati senza cibo, sequestrata ‘casa degli orrori’ a Reggio. Tre indagati

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Abbandonati a letto senza cibo nella loro solitudine e sofferenza, con lo sguardo fisso nel vuoto. Persone a cui venivano somministrati abusivamente massicce dosi di sedativi, evidentemente per non disturbare chi era pagato per assisterli. La brutta storia arriva da una casa alloggio di Reggio Calabria, definita anche la “casa degli orrori”.

L’incubo per gli anziani maltrattati e malnutriti è terminato grazie a una indagine dei carabinieri coordinata dalla procura reggina che ha chiesto e ottenuto dal giudice il sequestro della struttura. Sono 3 gli indagati: la legale rappresentante di una cooperativa sociale e di due operatori socio sanitari della casa alloggio abusivamente trasformata in una casa di riposo. I tre sono accusati a vario titolo di abbandono di persone incapaci, maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione sanitaria.

L’attività – spiega una nota dell’Arma – scaturisce ad esito di un’attività di indagine condotta dai Carabinieri del NAS – Nucleo Antisofisticazione e Sanità e della Compagnia di Reggio Calabria, avviata nel marzo dello scorso anno, quando, in piena pandemia e nella fase più critica, un ospite della struttura sanitaria, ubicata nel quartiere reggino di Ciccarello, era risultato positivo al Covid-19 e ricoverato, in gravi condizioni, presso il GOM di Reggio Calabria.

Nel giro di un mese lui ed altre due donne, ospiti nella stessa casa di riposo, erano poi deceduti a causa del virus, ed altri cinque degenti risultati contagiati.

Immediatamente i militari del Nas e della Compagnia Carabinieri di Reggio Centro, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Marika Mastrapasqua e dal procuratore vicario Gerardo Dominijanni, avevano eseguito un’ ispezione al fine di verificare le condizione della struttura e le misure in atto per il contenimento del contagio da coronavirus, constatando che la casa alloggio, autorizzata solo per sei unità ed “a bassa intensità assistenziale”, in realtà era stata trasformata in casa di riposo con oltre dieci ospiti, di cui molti non autosufficienti e allettati, bisognevoli di cure e terapie farmaceutiche continue e, quindi, di una assistenza altamente professionale.

È stato, inoltre, accertato che non vi era alcuna autorizzazione né, tantomeno, erano mai state fatte le previste comunicazioni alle Autorità di Pubblica Sicurezza, e che l’assistenza agli anziani veniva assicurata solo dalla cuoca e da due operatori sanitari – i quali somministravano abusivamente anche i farmaci – oltre che la rappresentante legale non riforniva adeguatamente di derrate alimentari la struttura.

Per effetto di questa condotta, molti anziani, soprattutto quelli allettati, erano malnutriti o lasciati privi di cibo – una degente arrivò a pesare addirittura 35 kg – e venivano sedati somministrando loro massicce dosi di medicinali con effetto psicotropo.

Le gravissime condotte così riscontrate, anche grazie alla collaborazione dei parenti delle vittime, hanno fatto si che il Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria accogliesse la richiesta di sequestro avanzata dalla locale Procura della Repubblica.

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