‘Ndrangheta, sequestrati beni per 3 milioni a due imprenditori


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Beni per oltre 3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria e dai militari del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata, a due imprenditori, Santo Furfaro, di 54 anni e Rocco Alampi di 40, indiziati di contiguità alla cosca di ‘ndrangheta Piromalli, egemone nella Piana di Gioia Tauro.

La figura dei due è emersa dalle attività di indagine svolte, nell’ambito del procedimento penale scaturito in seguito all’operazione “Galassia”, a conclusione della quale erano stati arrestati 20 soggetti, tra i quali sia Santo Furfaro – proprio per i collegamenti economici con la cosca Piromalli – sia Rocco Alampi, socio di Furfaro con ruolo organizzativo vicario.

In tale occasione erano state inoltre sequestrate 23 società estere, 15 imprese operanti sul territorio italiano, 33 siti web nazionali e internazionali, numerosi immobili, automezzi e conti correnti italiani ed esteri, nonché innumerevoli quote societarie e disponibilità finanziarie riconducibili ai soggetti.

Valorizzando le funzioni proprie della Guardia di Finanza nella prevenzione e contrasto ad ogni forma di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico del Paese, la pertinente attività investigativa ha consentito di accertare la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale dei due imprenditori e dei rispettivi nuclei familiari.

Alla luce di tali risultanze, in aderenza alle ipotesi investigative delle Fiamme Gialle e della locale Dda la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria – presieduta da Ornella Pastore – ha disposto nei confronti degli imprenditori in rassegna la misura cautelare del sequestro avente ad oggetto il relativo patrimonio illecitamente accumulato, costituito da 4 imprese commerciali comprensive dell’intero patrimonio aziendale, dieci fabbricati, 5 terreni, due autoveicoli, un motoveicolo, nove polizze assicurative, nonché ulteriori disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.

L’attività delle Fiamme gialle è stata coordinata dal procuratore aggiunto Calogero Gaetano Paci e dal pm Stefano Musolino, della Dda di Reggio diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri.


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