Calcio, la Figc ammette il Lecco in serie B ed esclude Reggina e Siena

Carlomagno

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Il Consiglio federale della Figc, presa visione dei pareri di Covisoc e Commissione criteri infrastrutturali, ha deciso di ammettere il Lecco in Serie B mentre ha respinto i ricorsi di Reggina e Siena che potranno presentare appello entro 48 ore.

Accolte, invece, le motivazioni del club lombardo che si era visto respingere in un primo momento l’iscrizione alla Serie cadetta. Salvo un ribaltamento della decisione, la Reggina retrocede “a tavolino” in serie C. Per la retrocessione degli Amaranto scatta anche il ripescaggio del Brescia, andato in C dopo la sconfitta con il Cosenza.

Gravina (Federcalcio): “La Reggina sapeva della scadenza del 20 giugno”

“Esiste una decisione da parte di un tribunale dello Stato che ha concesso, su richiesta delle società, la possibilità di pagare entro 30 giorni. Il soggetto era a conoscenza di una scadenza chiara per adempiere al proprio debito sportivo”.

Così il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, al termine del consiglio federale che ha respinto il ricorso di Reggina e Siena, e accolto invece quello del Lecco per l’ammissione in serie B.

“Il problema è che l’omologa (del piano di ristrutturazione del club, ndr) non è definitiva. Siamo a conoscenza che sono in atto due opposizioni, una da parte dell’Inps e una da parte dell’Agenzia delle Entrate contro quella decisione – continua Gravina – La situazione è allarmante, fermo restando che la decisione non è definitiva ed esiste la conoscenza chiara della data del 20 giugno entro la quale bisognava provvedere a soddisfare debito sportivo. Già in precedenza la Reggina per questo conflitto aveva subito 5 punti di penalizzazione”.

Gravina aggiunge: “La discrepanza tra i tempi del tribunale fallimentare e quello della Figc per i pagamenti nella vicenda della Reggina? Ci sono due ordinamenti, quello sportivo e quello statuale, con norme molto chiare. La legge 91 dello Stato pone in capo alla Federazione tutti gli oneri collegati ai controlli, questo è inderogabile. Il rapporto tra i due ordinamenti va armonizzato ma non dipende da noi, dipende dal legislatore”.