Dagli omicidi al controllo mafioso su Vibo, ecco i Bonavota NOMI/FOTO

Carlomagno Panda Settembre 2018
Il clan dei Bonavota di Vibo Valentia
Il clan dei Bonavota di Vibo Valentia

Nelle prime ore della mattinata, a Vibo Valentia e a Roma, i Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia con il supporto di quelli della Capitale hanno eseguito 5 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro nei riguardi di altrettanti soggetti, esponenti apicali della famiglia ‘ndranghetista dei “Bonavota”, attiva nei comuni del Vibonese di Sant’Onofrio e Maierato, ritenuti responsabili in concorso, a vario titolo, di omicidio, detenzione e porto di armi comuni e da guerra, danneggiamento, estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso.

I fermati sono tutti di Vibo Valentia. Si tratta di Pasquale Bonavota, classe 1974, ritenuto capo della cosca di Sant’Onofrio; Domenico Bonavota, classe 1979, ritenuto capo dell’ala militare della omonima cosca; Onofrio Barbieri, classe 1980; Giuseppe Lopreiato, di Soriano Calabro, classe 1994 e Domenico Febbraro, di Vibo, classe 1993.

Nicola Bonavota, del ‘76, fratello di Pasquale e Domenico si è reso irreperibile ed al momento è ricercato dai Carabinieri.

Le indagini – spiegano gli inquirenti – hanno consentito di individuare (presunti) mandanti ed esecutori materiali degli omicidi di Raffaele Cracolici, avvenuto il 4 maggio 2004 a Pizzo Calabro (VV), commissionato dalla famiglia “Bonavota” per eliminare la vittima, ritenuta di ostacolo all’espansione territoriale sulla zona industriale della cittadina di Maierato; e di Domenico Di Leo, commesso il 12 luglio 2004 a Sant’Onofrio, per consentire alla famiglia “Bonavota” di mantenere la leadership in quel territorio.

Inoltre, le indagine condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia, hanno fatto luce dinamiche criminali, coincidenti con l’ascesa della famiglia dei “Bonavota” da cui sono scaturiti i due citati gravi fatti di sangue del Vibonese conseguentemente, individuato mandanti ed esecutori materiali, riconducibili alla famiglia dei “Bonavota”, dei danneggiamenti mediante esplosione di colpi di arma da fuoco avvenuti, in Maierato:
Nel dettaglio quello nel giugno del2004 ai danni dell’azienda “Giacinto Callipo Conserve Alimentari S.p.a.”; e più recentemente, nell’aprile del 2016, al complesso residenziale “Popilia Country Resort”.

Nel corso dell’operazione sono stati arrestati in flagranza di reato Giovanni Lopreiato, di Sant’Onofrio, del ‘62, ritenuto contiguo alla medesima cosca – che favoriva lo stato di clandestinità di Domenico Bonavota, sorvegliato speciale di ps – perché trovato in possesso di documenti di identità falsi e Antonio Salvatore Gerardo Petrolo, di Vibo Valentia, del ‘65, poiché in possesso di una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa e 36 munizioni.

I particolari dell’operazioni sono stati resi noti nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la Legione Carabinieri di Catanzaro.