Scoperte nel Vibonese 17 piantagioni di marijuana, giro per milioni di euro

Carlomagno campagna Fiat Gamma 500 L settembre 2019

Nel corso dell’ultima settimana i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, unitamente ai militari delle Stazioni Forestali di Serra San Bruno e Fabrizia, allo Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Calabria, grazie al contributo del Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, hanno localizzato ed individuato, in particolare nell’area montuosa delle Serre Vibonesi, ben 2.200 piante di canapa indiana suddivise in 17 piantagioni.

Il potenziale giro d’affari è pari a circa 2 milioni di euro; la sostanza, invece, avrebbe fruttato circa 8 milioni di euro se si considera la vendita “al dettaglio” di ogni singola dose.

Dopo l’operazione “Grenn Mountain” coordinata e condotta dai militari della Compagnia di Serra San Bruno nell’estate del 2018, anche quest’anno i Carabinieri, con l’operazione “un posto al sole” (il nome deriva dal fatto che le piazzole coltivate devono necessariamente avere un’esposizione al sole), hanno cercato di dare un duro colpo agli affari economici della locale criminalità al fine di debellare il fenomeno della produzione di cannabis.

Quest’anno, i Carabinieri hanno riscontrato maggiori difficoltà nell’individuazione delle illecite piantagioni: di fatto, dopo i 23 rinvenimenti di coltivazioni di canapa indica dello scorso anno, i “coltivatori” hanno posto in essere maggiori cautele, suddividendo ulteriormente le piazzole in luoghi particolarmente difficili da raggiungere, molte delle volte, sulla cima di alcune montagne poste al di sopra di veri e propri strapiombi. Tutte le piantagioni erano dotate di apposito impianto di irrigazione a goccia, progettato, per l’appunto, per rendere quasi del tutto “autonoma” la crescita della pianta di canapa.

In tutto le piante distrutte ammontano a circa 2200 suddivise in 17 piantagioni autonome, non comunicanti tra loro; le piante avevano un’altezza variabile tra il metro e mezzo e i quattro metri, tutte in perfetto stato vegetativo. Varie, invece, sono state le aree battute e che verranno perlustrate nei prossimi giorni. Non si esclude la presenza di altre coltivazioni “stupefacenti” nelle altre aree impervie del territorio montano.

Sono stati inoltre individuati degli essiccatoi artigianali, locali ove si sarebbe compiuta la seconda fase di produzione dello stupefacente, quella, appunto, dell’essiccazione e del successivo deposito per il consequenziale commercio.

L’operazione, anche questa volta, è risultato di un lavoro sinergico tra i vari reparti dell’Arma vibonese che hanno analizzato minuziosamente il dato informativo raccolto nel corso degli ultimi mesi dai militari della Stazione di Nardodipace e Fabrizia al fine di orientare l’azione repressiva verso le aree ritenute idonee alla produzione della particolare sostanza.

Anche quest’anno risultano di grande importanza i rinvenimenti effettuati: le piantagioni di canapa sono tutte autoalimentate, occultate dalla vegetazione, in alcuni casi creata ad hoc per la specifica esigenza.

“Ovviamente, il periodo di coltivazione non si è ancora concluso: la ricerca di altre coltivazioni illecite proseguirà nelle prossime settimane”, assicurano i militari vibonesi.