16 Aprile 2024

Cassazione: non è reato non mantenere figli abili al lavoro

Annullata la condanna per il padre di una ragazza che era andata via di casa dopo la morte della madre e lavorava part-time

Correlati

Corte di Cassazione Niente condanna penale per i genitori che non pagano l’assegno di mantenimento – stabilito in sede civile – per i figli maggiorenni in grado di lavorare, anche se studenti. Lo sottolinea la Cassazione accogliendo il ricorso di un padre marchigiano di 68 anni, Massimo L., condannato in primo e secondo grado – dal Tribunale di Ascoli Piceno e dalla Corte di Appello di Ancona nel 2014 – “per aver fatto mancare i mezzi di sussistenza” alla figlia maggiorenne che era andata via di casa dopo la morte della madre e aveva un impiego part-time.

In base a quanto deciso dal giudice civile, l’uomo doveva versare alla figlia un assegno mensile e per tre mesi era venuto meno a questo impegno anche perché non sapeva dove la ragazza era andata ad abitare dopo aver lasciato la casa dove viveva con la mamma. E’ probabile che marito e moglie fossero separati e l’uomo dovesse versare un assegno per la figlia.

Ad avviso dei giudici, “è fondato” il ricorso di Massimo L. contro la condanna – la cui entità non è specificata in sentenza – dal momento che il codice penale punisce con l’art. 570 cp chi fa mancare “i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore ovvero inabili al lavoro”.

Stando dunque alla norma, prosegue la Suprema Corte nel verdetto 1342 depositato oggi, “non integra il reato in parola la mancata corresponsione dei mezzi di sussistenza ai figli maggiorenni non inabili al lavoro, anche se studenti: l’onere di prestare i mezzi di sussistenza penalmente sanzionato, ha infatti un contenuto soggettivamente e oggettivamente più ristretto di quello delle obbligazioni previste dalla legge civile”, venendo meno alle quali si rischia la condanna per mancata esecuzione dolosa di un ordine del giudice.

Ricordano inoltre gli ‘ermellini’ che hanno diritto ai mezzi di sussistenza i figli maggiorenni solo nel caso in cui siano afflitti da “totale e permanente inabilità lavorativa”, e in proposito sottolineano di aver in passato annullato la condanna al padre di un ragazzo inabile ‘solo’ al 75%.

Tornando a questo specifico caso, il verdetto rileva che il padre per tre mesi a partire dall’ottobre del 2009 quando la figlia era ormai maggiorenne, essendo nata nel dicembre 1985, non le aveva dato l’assegno e che il reato non sussiste dato che “risulta chiaro che la ragazza non era inabile al lavoro, tanto che svolgeva un lavoro con contratto part-time”. Così la condanna è stata annullata senza rinvio “perché il fatto non sussiste”. (Ansa)


Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE


SEGUICI SUI SOCIAL

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)

Potrebbero interessarti

Mons. Viganò, il Pastore di Cristo contro i tiranni

Altre news

Incidente nel Salernitano, conducente Suv positiva a droga e alcool

E' risultata positiva all'alcoltest ed anche alla cocaina, ma quest'ultima positività deve essere confermata da un controesame, la 31enne...

DALLA CALABRIA

Trovato morto uomo scomparso nel Cosentino

E' stato ritrovato cadavere, in una zona impervia del comune di Aiello Calabro, in provincia di Cosenza, l'uomo di...

Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE


SEGUICI SUI SOCIAL

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)