1 Ottobre 2022

Strage Cristiani in Kenia, il Papa: "Il silenzio è complice". Arrestate 5 persone per il massacro

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Papa Francesco durante la Via Crucis - Pasqua 2015 - Arrestate 5 persone per Strage Cristiani in Kenia
Papa Francesco durante la Via Crucis (Ansa/Carconi)

“Nella tua sete, Signore, noi vediamo la sete del tuo Padre misericordioso che in te ha voluto abbracciare, perdonare e salvare tutta l’umanità. In te, divino amore, vediamo ancora oggi i nostri fratelli perseguitati, decapitati e crocifissi per la loro fede in te, sotto i nostri occhi o spesso con il nostro silenzio complice”. E’ questo uno dei passaggi che Papa Francesco ha dedicato Venerdi Santo – nel rito della Via Crucis a Roma – alla strage di studenti Cristiani massacrati dalle milizie di “al Shebaab”, in Kenia in cui hanno perso la vita 147 persone.

Intanto la polizia keniota ha arrestato cinque persone sospettate di aver a che fare con la strage nell’università di Garissa. Tra i cinque arrestati, due lavoravano all’interno del Campus. Lo riferiscono le autorità keniane sottolineando che uno dei due è un guardiano “keniano di origini somale” di nome Osma Ali Dagane. L’altro è un tanzaniano, Rashid Charles Mberesero, e aveva nascosto nel soffitto dell’università delle bombe.

I terroristi islamici somali “al Shebaab”, legati ad “al Qaeda”, sono tornati a minacciare nuove carneficine in Kenya come quella all’università di Garissa dove giovedi hanno ucciso 150 studenti cristiani. Gli Shebaab, che da anni hanno preso di mira il Kenya per l’intervento armato in Somalia delle truppe di Nairobi, hanno avvertito che le città keniote diventeranno “rosse di sangue” e sarà “un guerra lunga e orribile”.

“Nessuna precauzione o misura di sicurezza (che sarà adottata dalle autorità keniote, ndr) sarà in grado di garantire la vostra sicurezza, o sventerà un nuovo attacco o impedirà un bagno di sangue nelle vostre città”, si legge in una dichiarazione diffusa dagkli Shebaab e rivolta direttamente a tutto il popolo keniota.

Il testo del messaggio dei qaedisti somali è una vera e propria dichiarazione di guerra contro tutto il popolo keniota perchè “non solo accettate le politiche oppressive del vostro governo ma neanche alzate la voce contro queste posizioni ed anzi rafforzate le scelte dei vostri governanti rieleggendoli. Pertanto sarete voi a pagare il prezzo con il vostro sangue”.


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