1 Ottobre 2022

Pensioni, Consulta: "Il rimborso degli arretrati è automatico". Governo: "Non per tutti".

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inps istituto di previdenza sociale - Arretrati pensioni riforma forneroI circa sei milioni di pensionati che sono stati ingiustamente penalizzati dal blocco dell’adeguamento al costo della vita disposto dalla riforma Fornero non dovranno fare nessun ricorso e nessuna coda agli sportelli di previdenza e patronati. Gli arretrati che l’Inps dovrà corrispondere ai pensionati “avverrà in automatico”. Lo fanno sapere fonti della Consulta che affermano che la decisione assunta la scorsa settimana è “autoapplicativa”.

I giuristi spiegano che non serve ricorso perché la sentenza, senza l’introduzione di eventuali interventi del governo, vale di per sé “erga omnes” ed è quindi immediatamente applicativa: tecnicamente non serve un ricorso, anche se questa può essere una via per sollecitare il rimborso da parte dell’ente previdenziale.

Il problema del governo resta il reperimento di circa dieci miliardi euro per indennizzare milioni di pensionati destinatari di assegni per tre volte superiori al minimo. Uomini e donne che percepiscono all’incirca 1.400 euro.

Incalzato sul punto, il ministro Piercarlo Padoan ha detto che l’esecutivo sta “pensando intensamente sia agli aspetti istituzionali che di finanza pubblica. Pensiamo – ha aggiunto – a misure che minimizzino l’impatto sui conti pubblici, nel pieno rispetto della Corte”. Una posizione equilibrata che tiene conto dell’avvertimento dell’Ue sul mantenimento del patto.

Cauti il premier Renzi e gli altri esponenti del governo che speravano nel “tesoretto” per poter dare una “mano” al welfare con 1.7 miliardi di euro. Quattrini che non solo non saranno più disponibili (ci aveva puntato gli occhi anche Draghi per far pagare gli interessi sul debito) ma dovrà essere integrato di 8,3 miliardi per poter ripagare i pensionati secondo la sentenza della Corte. A dire la sua, ma curiosamente a titolo personale personale, è il montiano di Scelta civica, nonché sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti che afferma: “Escludo che sia possibile restituire a tutti l’indicizzazione delle pensioni, per quelle più alte sarebbe immorale e il governo deve dirlo forte. Occorre farlo per le fasce più basse”. Un’affermazione che sta creando già malumori, ma l’idea dei bene informati è quella che Renzi e Padoan abbiano fatto lanciare il “sasso nello stagno” da Zanetti per capire le reazioni del paese.

Occorre conciliare in sostanza tre elementi: i quattrini che si hanno in cassa, l’Ue che incalza per il rispetto del patto e con l’obbligo di restituzione del “maltolto” ai pensionati imposto dal massimo organismo costituzionale italiano.

La Uil: Il Governo deve restituire il maltolto ai pensionati. “E’ un maltolto – spiega il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo – perché hanno fatto cassa con i pensionati e i pensionandi con una legge che è incostituzionale. Adesso devono restituire i soldi e avremo un po’ più di potere di acquisto per i pensionati – ha aggiunto – così come occorre dare potere d’acquisto ai lavoratori, attraverso il rinnovo dei contratti, a partire dal pubblico impiego”. Lo stesso sindacato, in base a degli studi interni calcola che i rimborsi per gli assegni da 1.500 euro potrebbero essere di 2.540 euro.

Dello stesso tenore la presa di posizione dei Consumatori Federconsumatori, Adusbef e Codacons che invitano l’Inps ad applicare la sentenza della Consulta. “E’ automatico, istituto rispetti sentenza”. Il Codacons ha fatto sapere di presetare una “formale diffida all’Inps affinché dia immediata esecuzione alla sentenza della Corte” e si dice pronto a denunciare per abuso di ufficio il premier Matteo Renzi e il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Per Federconsumatori e Adusbef, il Governo deve restituire il “maltolto” trovando i fondi necessari attraverso una serie determinata lotta agli abusi, agli sprechi, ai privilegi nonché all’evasione fiscale”.


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