Piano antiterrorismo, ecco la "difesa" in caso di attacco. VIDEO

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Piano antiterrorismo, Roma sembra essere pronta, almeno nella difesa. Il Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco è un evento di portata colossale. Sarà l’Expo spirituale, ma anche una “occasione ghiotta” per terroristi organizzati o cani sciolti per fare attentati o azioni dimostrative. L’evento attrae milioni di fedeli che si recherenanno nella Città Eterna per visitare tutto ciò che Roma offre in termini di luoghi sacri, a cominciare dal Vaticano.

Se da una una parte si lavora per l’evento che avrà inizio a dicembre 2015 per finire a novembre 2016, dall’altro fervono i preparativi sulla sicurezza, cioè proteggere dalle insidie del terrorismo cittadini e obiettivi sensibili. C’e un piano per la difesa.

Proprio nei giorni scorsi a Londra c’è stata una maxi esercitazione simulativa che ha impegnato un migliaio di persone tra agenti, soccorritori e finte vittime. L’iniziativa, durata due giorni, era stata programmata in seguito all’attacco in Francia a gennaio ed è stata messa in atto da Scotland Yard pochi giorni dopo l’attentato in Tunisia costato la vita a una trentina di persone, tra cui 21 turisti britannici.

Poliziotti a San PietroGli 007 italiani insieme alle forze dell’Ordine, protezione civile, tutti i corpi dello Stato, hanno studiato un Piano antiterrorismo strategico di cui l’Ansa ne è venuta a conoscenza. Si tratta di un programma di difesa articolato studiato nei minimi dettagli e capace, secondo il documento, di far fronte a eventuali attentati terroristici.

Il piano antiterrorismo del governo
Il piano antiterrorismo del governo (Ansa)

A Roma, decine di scuole, monumenti, stazioni, luoghi istituzionali, ambasciate e persino centri commerciali: Nella capitale hanno studiato strategie di emergenza per ognuno di questi obiettivi sensibili in caso di attentato. Forze dell’Ordine e Viminale hanno composto il “risiko” dei movimenti all’interno della Capitale dopo gli episodi in Tunisia, a Parigi, l’attentato a Charlie Hebdo e le continue minacce dell’Isis all’Italia.

Misure sicurezza antiterrorismo Colosseo
Misure sicurezza antiterrorismo Colosseo (Ansa)

Il programma di emergenza di cui è venuta in possesso l’agenzia di Stampa – è stato messo a punto dopo mesi di lavoro: ognuno delle centinaia di punti sensibili della città ha un file dedicato, che contiene un ordine ben preciso con un sistema “ad ingranaggi” e l’entrata in campo di forze dell’ordine e soccorritori, pronto a scattare dall’istante dell’attacco e difendersi.

Secondo il Piano antiterrorismo per il Giubileo tra i più imponenti e significativi obiettivi sensibili ci sono San Pietro e il Colosseo. Il piano per l’Anfiteatro Flavio è un esempio: nel raggio di chilometri – rivela l’Ansa dal documento in esclusiva – dal punto dell’eventuale attacco, la zona viene messa in sicurezza ed isolata, con l’intervento di Nocs, Digos, vigili del fuoco, protezione civile e ambulanze pronti a muoversi tra le cosiddette “zone calde” e “zone tiepide”, come si vede nell’infografica in video. Nell’ipotesi dello scoppio di un ordigno, i primi a raggiungere l’epicentro dell’attacco sono i nuclei Nbcr (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) dei vigili del fuoco.

Il sottosegretario all'Intelligence Marco Minniti
Il sottosegretario all’Intelligence Marco Minniti

I reparti antiterrorismo cinturano la zona e le ambulanze restano nella zona tiepida per far partire i mezzi. Ai Fori Imperiali vengono sistemate una sala operativa mobile e un’area sanitaria per soccorrere eventuali feriti. Al Circo Massimo atterra l’eliambulanza. Da via dei Fori Imperiali a via San Giovanni in Laterano, l’arco di Costantino e dall’altra parte il parco di Colle Oppio, delimitano la zona calda e quella tiepida. I mezzi di soccorso, ammassati in uno specifico punto, sono pronti a trasportare eventuali feriti al più vicino Ospedale San Giovanni e, a seguire, nelle altre strutture.

In un eventuale attentato a piazza San Pietro, nel caso di un attacco all’interno dell’area del Vaticano, la zona calda viene delimitata dalla piazza e dal colonnato del Bernini. Nelle piazze adiacenti atterrano elicotteri ed eliambulanze pronti a decollare, oltre a quelli già in volo. Ospedale di riferimento, in questo caso, è invece il Santo Spirito.

Simulazione antiterrorismo a Londra
Simulazione antiterrorismo a Londra

L’eliambulanza decolla e atterra a largo Giovanni XXIII e i mezzi di soccorso in via della Conciliazione, con la Sala Operativa Mobile vicina al Colonnato. Tutti i piani prevedono uno stravolgimento del sistema di viabilità in tutta la città per permettere a forze dell’ordine, vigili del fuoco, ambulanze e altri mezzi di soccorso di raggiungere le zone calda e tiepida. Una macchina che si attiva e cambia completamente in base al luogo dell’attacco, per limitare i danni e prevenire stragi e altri spargimenti di sangue all’insegna della jihad.

Una donna che ha preso parte alla simulazione a Londra
Una donna che ha preso parte alla simulazione a Londra

Questo, secondo il Piano antiterrorismo, i cui stralci sono stati diffusi dall’Ansa in caso di attentati nella Capitale. Dall’altra parte si lavora in modo serrato alla prevenzione. Il Viminale intende schierare migliaia di uomini e l’intelligence guidata dal sottosegretario Marco Minniti (dal quale insieme ad altri scaturisce l’iniziativa di difesa essendo il capo dei Servizi segreti) si è attivata, insieme al ministero dell’Interno e tutte le forze di sicurezza, per prevenire il peggio a Roma e anche in altre zone “calde” del Paese.

Non solo i migliori uomini ma anche le più moderne tecnologie a disposizione per un lavoro di squadra svolto “dietro le quinte”, cioè invisibile. Un lavoro con sforzi decuplicati e un solo obiettivo: garantire la sicurezza nazionale e la protezione dei cittadini. A questo si sommano le ultime durissime norme contro il terrorismo varate da governo e parlamento.

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