7 Dicembre 2021

Duplice omicidio Pordenone, indagato un commilitone. La pistola ritrovata è quella del delitto

Stessa categoria

Trifone Ragone e Teresa Costanza i fidanzati uccisi a Pordenone il 17 marzo scorso 2015
Trifone Ragone e Teresa Costanza i fidanzati uccisi a Pordenone il 17 marzo scorso 2015

La pistola rinvenuta nel laghetto del parco di San Valentino è quella del duplice omicidio dei fidanzati di Pordenone. Lo apprende l’Ansa da ambienti investigativi. La comparazione tra l’arma e i bossoli rinvenuti sulla scena del crimine è già stata fatta nei giorni scorsi dai Ris di Parma e ha dato esito positivo.

Clamorosi sviluppi sul duplice omicidio dei fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza, uccisi lo scorso marzo a Pordenone. Una persona è stata iscritta nel registro degli indagati per l’uccisione della coppia.Lo ha confermato il procuratore di Pordenone, Marco Martani che esprime massimo riserbo sulle indagini. “Di più non possiamo aggiungere – ha precisato – anche perché l’inchiesta è in una fase molto delicata. Posso solo confermare che all’interessato è stato notificato il provvedimento e ha nominato un legale”.

Si tratta di un “amico” commilitone di Trifone Ragone, un giovane di 26 anni, Giosuè Ruotolo, che avrebbe agito da solo. Senza mandanti. Ignoto ancora il movente del duplice omicidio, che potrebbe essere passionale, uno “sgarbo” ricevuto dal killer, o precedenti dissidi in caserma, che hanno lasciato il passo al rancore. L’uomo era già stato sentito nei mesi scorsi. Da quanto si è appreso, l’uomo fortemente indiziato ha dei tratti di “somiglianza” con l’identikit ricostruito ad aprile dalla Polizia.

Al momento non emerge di più. La svolta sul duplice delitto, a metà settembre quando la procura ha disposto una ispezione nel laghetto del parco di San Valentino, la più vasta area verde della città poco lontana dal teatro del delitto, allo scopo di trovare l’arma del delitto.

I sommozzatori del reparto speciale di Genova, al lavoro per qualche giorno hanno trovato il caricatore di una antiquata 7.65 Beretta da cui presumibilmente sono partiti i proiettili che il 17 marzo scorso hanno spezzato la giovane vita dei due fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza nel parcheggio del centro Fitness dove i due si allenavano.

Il caricatore, è stato detto dal perito che l’ha esaminato, è compatibile con l’arma del delitto. Ma può anche non coincidere. Nell’esercito è anche in uso la 7.65. Nelle armerie delle caserme è probabile reperirne qualcuna datata, che oleata e messa a punto, può essere resa funzionante.

Appena giunti in auto, il killer di Trifone Ragone avrebbe scambiato due chiacchiere con lui. Lo conosceva, ma mai avrebbe pensato che rientrato in auto “l’amico” si trasformasse in sicario, estraendo la pistola e freddando prima lui, poi lei. (modifica 26/09/2015)


Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo gentilmente ai nostri lettori un contributo che può permetterci di sopravvivere e continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta. Grazie!


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici pure su TELEGRAM e TWITTER

Potrebbero interessarti

Menzogne e bugie hanno da sempre le gambe corte   SOSTIENICI

Mons. Viganò, il Pastore di Cristo contro i tiranni


Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo gentilmente ai nostri lettori un contributo che può permetterci di sopravvivere e continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta. Grazie!


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici pure su TELEGRAM e TWITTER

Pazienti Covid uccisi da farmaci letali. Alla sbarra ex primario. L’infermiere: “Mi rifiutai di uccidere”

Il medico arrestato a gennaio a Montichiari avrebbe ucciso deliberatamente tre pazienti e - secondo i racconti al processo di un infermiere - gli avrebbe ordinato di procedere con gli altri pazienti ma lui si è rifiutato. In uno scambio di messaggi: "Ma anche a te Mosca ha chiesto di fare Succinicolina e Propofol a chi sta morendo?". "Lo sta chiedendo anche ad altri per liberare posti letto"

Dai pm di Bergamo trapela l’ipotesi di ‘omicidio colposo’ contro Speranza e CTS

Storie di omissioni e trasparenza zero nella Bergamasca ad inizio della cosiddetta pandemia. Il mistero del report sparito e il ruolo dei supertecnici al ministero della Sanità. Pare sia indagato anche l'ex capo di gabinetto del ministro, misteriosamente dimessosi nei giorni scorsi. Dopo due anni di inchiesta sembra che l'epilogo sia vicino. Intanto gli italiani aspettano con fiducia

I misteri del Covid e dei vaccini

Popolari sul Covid

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo gentilmente ai nostri lettori un contributo che può permetterci di sopravvivere e continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta. Grazie!


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici pure su TELEGRAM e TWITTER