Mafia e Racket, 21 arresti a Gela grazie a commercianti che denunciano

Mafia e Racket, 21 arresti a Gela grazie a commercianti vessati
Gli Agenti durante l’operazione “”Redivivi” (Polizia)

E’ di 21 arresti il bilancio di un’operazione antimafia a Gela, in Sicilia, contro una rete di presunti usurai che sono stati incastrati dalle denunce dei commercianti e degli imprenditori gelesi che hanno iniziato a ribellarsi dopo anni di vessazione da parte degli “strozzini” affiliati a “Cosa nostra”.

L’operazione, coordinata dalla Dda di Caltanissetta, è stata condotta dalla Squadra mobile di Caltanissetta, in collaborazione con il commissariato di Gela, della Squadra mobile di Livorno e con l’ausilio del Reparto prevenzione crimine e delle Unità cinofile.

Si tratta di un’operazione antimafia, denominata “Redivivi”, che ha permesso agli agenti di ricostruire i nuovi assetti della mafia gelese nonché i suoi affari, realizzati anche grazie ad alleanze che superavano i confini provinciali. Sono stati inoltre scoperti i vertici dell’organizzazione, essendo stato individuato il “reggente” della famiglia di Gela, oggi arrestato.

In tutto sono ventidue le ordinanze di custodia cautelare: 17 in carcere e 4 agli arresti domiciliari, emesse dal Gip presso il Tribunale di Caltanissetta.

In carcere vanno i gelesi Trubia Vincenzo cl.1971; Trubia Nunzio cl.1960, Trubia Rosario Maichol cl.1992, Trubia Davide cl.1982, Trubia Rosario cl.1990; Trubia Luca cl.1991, Trubia Simone cl.1995, Trubia Pasquale Andrea cl.1982, Trubia Pasquale Lino cl.1988, Caruso Rosario cl.1979, Giovane Francesco Graziano cl.1983, Biundo Ruggiero cl.1975, Rolla Manuele cl.1985, Tasca Cristofer Luca cl.1993, Nicosia Baldassare cl.1983, in atto detenuto, l’Agrigentino Crisci Fabio cl.1992 e Rizzari Luigi, nato a Solingen (Germania) cl.1976.

Ai domiciliari: i gelesi Trubia Rosario cl.1989 e Tuccio Serafino cl.1992, Carnazzo Giuseppe, nato a Niscemi, cl.1985 e Alba Rosario Davide, nato a Pavia, cl.1983.   E’ ancora attivamente ricercato Ursica Petrut Stelian alias “Pietro”, nato in Romania, cl.1995.

Le indagini sono iniziate sulla base delle dichiarazioni di alcuni imprenditori gelesi che, nel 2014, hanno deciso di ribellarsi e a collaborare con gli investigatori grazie anche al supporto dell’associazione antiracket di Gela.

Le vittime erano stanche di subire minacce e intimidazioni da parte dei membri del clan che volevano estrometterli dal mercato del recupero di materiali plastici e ferrosi nelle serre dell’agro gelese e hanno deciso di denunciare alla Polizia.

Il gruppo criminale, oltre alle estorsioni, aveva messo in piedi un traffico di stupefacenti talmente redditizio che riusciva a sostenere l’intera cosca, forte anche dell’alleanza con membri della “Stidda” ragusana.

Il capo della Polizia Alessandro Pansa, dopo essere stato raggiunto telefonicamente dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, ha rivolto ai Questori di Catania e Caltanissetta il proprio compiacimento, ringraziando gli uomini e le donne della Polizia di Stato che, con il loro straordinario impegno e la loro professionalità, sono riusciti a disarticolare importanti frange criminose operanti a Catania e nell’hinterland etneo oltre che a decapitare importanti vertici di cosa nostra Gelese.

Il Prefetto Pansa ha riconosciuto come gli arresti effettuati martedì sono il frutto di un generalizzato incremento delle attività investigative della Polizia di Stato e di una sempre costante attenzione ai fenomeni delittuosi associativi che affliggono alcune aree del nostro paese.

“Grazie a queste operazioni” riconosce Pansa “si realizzano importanti riaffermazioni della legalità che rinforzano la sicurezza del cittadino e garantiscono la costante presenza e vicinanza delle istituzioni in momenti comunque difficili per gli scenari interni ed internazionali”.