4 Dicembre 2021

Loris, il gup accoglie rito abbreviato e perizia per Veronica Panarello

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Veronica Panarello con il figlio Andrea Loris Stival
Veronica Panarello con il figlio Loris Stival

Abbreviato condizionato a perizia psichiatrica: è il rito con cui sarà giudicata Veronica Panarello, la donna accusata di aver ucciso il figlio Loris Stival di 8 anni. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare di Ragusa, Andrea Reale, accogliendo la richiesta del legale della donna, l’avvocato Francesco Villardita. Il gup in un primo momento aveva rigettato la richiesta di perizia psichiatrica.

Il 14 dicembre è prevista l’udienza per il conferimento dell’incarico ai periti medico-legali. L’udienza sarà subito rinviata con i tempi fissati dal giudice per la consegna della relazione psichiatrica.

Veronica Panarello insiema al marito era presente in aula di giustizia. Il papà del piccolo, David Stival, si è costituito parte civile nel procedimento. Il difensore della donna, Villardita, dal canto suo ha formalizzato la richiesta di perizia psichiatrica per la mamma di Loris. Strategia difensiva accolta dal gup che l’ha vincolata alla richesta del rito abbreviato.

Nel corso dell’udienza di giovedì davanti al Gup di Ragusa, la procura ha contestato alla donna anche la premeditazione. Il piccolo Loris, di appena otto anni sarebbe stato strangolato con delle fascette di plastica, il 29 novembre del 2014.

L’aggravante della premeditazione è stata depositata al gup del tribunale di Ragusa. A contestargliela sono stati il procuratore, Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota.

Ma l’avvocato contesta l’idea dei pm sulla premeditazione: “Manca il movente, – spiega Francesco Villardita -.  Se ci fosse stata la premeditazione, in assenza di una causa scatenante, occorre chiedersi perché avrebbe agito così, facendo una cosa senza senso”

“Il fatto di sentirsi soggetto attivo nella vicenda, per l’occultamento del cadavere del figlio – ha aggiunto il difensore di Veronica Panarello –  la fa sentire responsabile perché adesso ne ha avuto la consapevolezza”.

“Loris è possibile che si sia messo le fascette da solo – ha osservato il penalista – bisogna vedere se è compatibile con la lesione che ha sulla parte superiore del polso. Noi abbiamo una nostra consulenza che abbiamo depositato”.
Tra gli atti presentati al Gup, ha rivelato l’avvocato Villardita, anche “alcune osservazioni critiche alle consulenze medico legali agli atti dell’inchiesta”. Secondo il penalista le quattro relazioni disposte dalla Procura di Ragusa “non sono completamente sovrapponibili tra loro” e “presentano delle discordanze” che il Giudice dovrà valutare.

La presunta assassina ha sempre negato il suo coinvolgimento del delitto di Loris, ma in un anno di detenzione ha man mano cambiato versione ammettendo particolari che la ricondurrebbero alle ipotesi dell’accusa. In particolare negli ultimi due colloqui in carcere col marito, Veronica Panarello avrebbe ammesso di non aver accompagnato il figlio a scuola la mattina della sua morte. Poi ha affermato che il piccolo, lo avrebbe trovato già morto in casa. Le immagini delle telecamere di sorveglianza sarebbero state decisive per le indagini.

“Credo che Veronica non abbia ucciso Loris, sono superconvinta che non abbia assassinato suo figlio”, ha affermato stamani Antonella Stival, zia dell’imputata, sottolineando che la sua è una “vicinanza come un atto dovuto oltre ogni ragionevole dubbio”.

“Neanche i cani si abbandonano – ha aggiunto – e quindi neanche gli esseri umani quando sbagliano. La sua nuova verità? No lo so, forse è uscita fuori di testa, ma se così fosse avrà il mio sostegno ancora più forte. Il nostro obiettivo è cercare la verità e fare in modo che Loris abbia giustizia. Io faccio solo la zia e credo soltanto in Dio e non nelle bugie umane”.

“E’ vero, – ha continuato Antonella Stival -, Veronica nei mesi scorsi durante un colloquio in carcere ci aveva parlato dello zainetto di Loris, e noi, stupefatti da questa richiesta, siamo andati a cercarlo facendo il percorso che ci aveva indicato”.

“Se lo avessimo trovato non lo avremmo preso ma avremmo chiamato la magistratura. Anche noi ci siamo incuriositi alla richiesta di Veronica e alla nostra domanda su perché avremmo dovuto cercare lo zainetto lei ci ha detto: “Perché cercano di incastrarmi”.


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