Napoli, bimbi usati come corrieri di droga. Blitz con 42 arresti

Napoli, retata antidroga. Arresti. Coca trasportata coi bimbi
Alcune foto degli arrestati dai carabinieri su disposizione della Dda Napoli

NAPOLI – I carabinieri del Comando Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, coordinati dai Magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari, nei confronti di numerosi soggetti, emessi dal gip presso il Tribunale di Napoli, tutti indagati per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana.

Nel corso dell’attività i carabinieri hanno appurato come lo stupefacente, approvvigionato in provincia di Napoli (Caivano), venisse poi trasportato da corrieri mediante l’occultamento su persona o all’interno di veicoli, anche in presenza di minori (anche nel contenitore delle salviettine per neonati e negli ovetti kinder), utilizzati al fine di eludere i controlli.

Nel dettaglio i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sono in tutto 42 (19 in carcere e 23 ai domiciliari), alcuni sarebbero irreperibili. Di seguito un elenco provvisorio delle persone arrestate.

Alessandro Mastrantonio , classe ‘89;  Dario Piscitelli , 94;  Luca Piscitelli , ‘94;  Tommaso Anzalone , ‘90;  Luigi Belvedere , ‘92;  Mauro Falcone , ‘95; Donato Di Caprio, ’64;  Domenico Ferrara, ’95;  Raffaele Ferrara , ’77;  Alfonso Giordano , ’94;  Sandro Moronese , ’93;  Ferdinando Palmieri , ’92;  Angelo Prece, ’83;  Giovanna Talamo , ’86; Mario Capitelli,  ’82;  Dario Cipullo , ’86;  Danilo Consolazio , ’92.   Ivan Viggiano,  ’82;  Francesco Caterino,  82;  Francesco Pettrone , ’77;  Giuseppe Iaiunese , ’91;  Andrea Silvestri , ’78;  Antonio Santillo , ’91;  Bruno Sannino , ’94;  Salvatore Natale , ’64;  Francesca Nappa , ’91;  Italia Mottola , ’84;  Umberto Diaferia , ’59;  Daniele Di Gennaro, ’89;  Silvia Del Canto, ’91;  Giovanni Cestrone , ’95;

Il provvedimento cautelare è stato emesso a seguito di un’articolata attività di indagine, condotta tra il mese di settembre 2013 e il febbraio 2015, avente ad oggetto la riorganizzazione della gestione delle piazze di spaccio nel comune di Santa Maria Capua Vetere e comuni limitrofi, conseguente alla disarticolazione del gruppo Fava avvenuta nell’anno 2013.

In particolare a seguito dell’aspro conflitto tra le famiglie Fava e Bellagiò per il controllo del mercato della droga, conflitto che ha determinato anche episodi violenti, quali esplosioni di colpi d’arma da fuoco ed attentati incendiari, le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere sotto la direzione della DDA di Napoli avevano consentito di trarre in arresto, in esecuzione di fermo del P.M., i vertici del gruppo Fava che decidevano di collaborare con la giustizia.

Gli spunti offerti dalle dichiarazioni dei collaboratori e le ulteriori attività investigative, consistite in attività tecniche di intercettazioni, servizi di Osservazione controllo pedinamento e riscontri consentivano di delineare i nuovi scenari relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, con la formazione di nuove piazze di spaccio, operanti nella città di Santa Maria Capua Vetere che SI approvvigionavano dello stupefacente nella provincia di Napoli.

Come riportato dal Gip nel provvedimento cautelare, le indagini hanno permesso di appurare che i luoghi di appuntamento in Santa Maria Capua Vetere e nella vicina San Prisco, erano Piazza Mazzini, l’Anfiteatro, la Villa comunale, il Liceo classico e le cosiddette ”palazzine”, luoghinei quali alcuni soggetti, già contigui alla famiglia Fava, avevano proseguito in proprio l’attività delittuosa coinvolgendo nuove leve, in particolare giovani, nell’attività di spaccio.

Inoltre, l’approvvigionamento in particolare della cocaina, avveniva oltre che a Caivano, nella zona nota come “Parco Verde” anche nei comuni di Casal di Principe e di Orta di Atella, con diversi soggetti che si dividevano i ruoli di acquisto gestione e spaccio dello stupefacente; mentre la marijuana veniva coltivata nelle campagne tra i comuni di San Tammaro e Santa Maria la Fossa, occultata in campi di tabacco, dove venivano addirittura rinvenute oltre 1000 piante, a riprova del volume dell’attività.

Nelle dinamiche criminali ricostruite vi è anche l’episodio in cui per motivi allo stato non chiari, verosimilmente legati a dinamiche di carattere sentimentale dei rispettivi figli, uno degli indagati compie un attentato nei confronti del negozio di telefonia gestito da un altro indagato in Orta di Atella esplodendo alcuni colpi di arma da fuoco contro le vetrine.

Circostanza che sottolinea la gravità delle attività delinquenziali è il fatto che il gruppo non esitasse ad impiegare minori nell’attività di spaccio o che addirittura li portasse a seguito al fine di sviare i controlli delle Forze di Polizia .
Sintomatico di tale “modus operandi” è l’episodio in cui uno degli indagati occultava la sostanza stupefacente nelle salviette umidificanti o nel cosiddetto “ovetto kinder” di un minore.