‘Ndrangheta, sequestro di beni a Giuseppe Jerinò e moglie

'Ndrangheta, sequestro di beni a Giuseppe Jerinò e moglie a Borgo San Dalmazzo
I militari durante l’operazione di sequestro a Jerinò in Borgo San Dalmazzo

BORGO SAN DALMAZZZO (CUNEO) – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Borgo San Dalmazzo hanno eseguito un sequestro di beni mobili, immobili e conti correnti nei confronti di Giuseppe Jerinò (ancora detenuto, figlio di Vittorio Jerinò, l’ex latitante della ‘Ndrangheta, sotto processo proprio in questi giorni presso la corte d’Assise di Cuneo per omicidio) e sua moglie Giuseppina Alì, entrambi pregiudicati e residenti nel Torinese, ritenuti a capo di un presunto sodalizio criminale, composto in totale da altri 13 indagati, dedito alla commissione di reati contro il patrimonio (furti, rapine, ricettazione e altri reati) ai danni di centri commerciali smantellato con l’esecuzione di misure cautelari personali emesse dalla Procura della Repubblica di Torino (pm Andrea Padalino) a dicembre 2015, al temine dell’indagine denominata “Shopping Center”.

Gli accertamenti patrimoniali e reddituali, eseguiti dai militari dell’Arma nei confronti dei soggetti, anche mediante la puntuale ricostruzione dell’elevato tenore di vita da loro condotto, hanno consentito di dimostrare la sproporzione tra il valore dei beni oggetto di sequestro ed i modestissimi redditi dichiarati dal nucleo familiare. I carabinieri hanno rilevato che i destinatari della misura, abitualmente dediti a traffici delittuosi, hanno tenuto fino alla data della loro cattura, uno stile di vita ben al di sopra delle loro possibilità e, grazie ai proventi di tali attività criminose, hanno accumulato via via un cospicuo patrimonio immobiliare e mobiliare del valore stimato in circa 600mila euro.

Il solido quadro indiziario delineato dai carabinieri e riferito all’Autorità Giudiziaria è stato ritenuto idoneo a supportare la misura cautelare patrimoniale di tutti i beni illecitamente accumulati. Il patrimonio dei destinatari della misura di prevenzione, posto sotto sequestro, consiste prevalentemente in numerosi conti correnti attivi sia in alcuni istituti di credito che in uffici postali, in un’abitazione con autorimessa sita a Torino, di una polizza assicurativa e di un’autovettura.

“Il costante impegno del Nucleo Operativo di Borgo San Dalmazzo – afferma il Comandante della Compagnia, Tenente Alberto Calabria -, agli ordini del Maresciallo Marco Dainese in piena sintonia con l’Autorità giudiziaria, ha inferto un duro colpo al sodalizio criminale dedito prevalentemente a furti di rilevante entità ai danni della Grande Distribuzione. Il provvedimento, frutto di approfondita ricostruzione e analisi dei redditi dichiarati dagli indagati, ha permesso di congelare il patrimonio, ritenuto frutto di attività delittuosa, accumulato nel tempo dalla coppia torinese. Si tratta di una della prime applicazioni della normativa vigente in materia di misure di prevenzione patrimoniali di un indagine partita, condotta e conclusa in provincia di Cuneo dai carabinieri”.