Arrestati killer e complice di Gabriella Fabbiano ECCO IL RITROVAMENTO

La scoperta del cadavere di Gabriella Fabbiano. Il corpo nella foto con tre blocchi di cemento e avvolto in un telo bianco
La scoperta del cadavere di Gabriella Fabbiano. Il corpo nella foto con tre blocchi di cemento e avvolto in un telo bianco

Ci sono sviluppi sull’omicidio di Gabriella Fabbiano, la donna di 43 anni uccisa a Cernusco sul Naviglio il cui corpo è stato trovato in un laghetto di una cava dismessa lo scorso 6 dicembre. Gli inquirenti hanno convocato la stampa per illustrare l’evolversi delle indagini.

Mercoledì sono state arrestate due persone per l’omicidio della donna ammazzata con un colpo di pistola. In manette il presunto omicida e il complice che avrebbe aiutato il killer ad occultare il cadavere con delle zavorre di cemento. L’indagine dei carabinieri è stata coordinata dai pm Francesco Cajani e Alberto Nobili della procura di Milano.

I due arrestati sono Mario Marcone, l’uomo di 42 anni che aveva avuto una relazione con la vittima e che era già stato indagato nei giorni scorsi, e il suo amico Fabrizio Antonazzo, 60enne di Cernusco sul Naviglio, a carico del quale gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza in ordine alla soppressione del cadavere di Fabbiano.

Video del ritrovamento del cadavere di Gabriella Fabbiano

Marcone ha confessato e ha raccontato che l’omicidio è avvenuto all’interno del suo appartamento la sera del 30 novembre al termine di una lite scoppiata per gelosia. “Ero geloso e ho sparato”, avrebbe raccontato agli inquirenti.

Non solo. Da quanto emerge, pare che Mario Marcone, il giorno dopo al delitto si sarebbe recato tranquillamente al lavoro.

A incastrarlo le tracce di sangue trovate in casa e nella sua auto, confermando così la tesi da subito intrapresa dai militari di Milano, e cioè che il corpo di Gabriella era stato trasportato nella cava quando era già morta.

L’ipotesi del complice ha preso piede sulla scena del crimine poiché trasportare a peso morto un cadavere e ancorarla a dei blocchi di cemento non poteva essere “lavoro” di una sola persona.

Il cadavere della vittima è rimasto serrato in casa per oltre 4 giorni e solo dopo che l’assassino non sapeva più come gestire la situazione, avrebbe deciso di sbarazzarsi del corpo cercando di occultarlo nel laghetto insieme a un complice. Nonostante fosse zavorrato, il cadavere è però riaffiorato a pelo d’acqua. A fare la macabra scoperta, lo scorso 6 dicembre, il titolare della cava.