30 Giugno 2022

Strage di Berlino: “Anis Amri alla stazione Centrale di Milano”

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Indicato dalla freccia un uomo che secondo investigatore è Anis Amri
Indicato dalla freccia un uomo che secondo gli investigatore è Anis Amri

Il tunisino ritenuto responsabile della strage di Berlino, Anis Amri, sarebbe stato immortalato alla Stazione Centrale di Milano il 23 dicembre 2016. In un frame del circuito di videosorveglianza diffuso dalla Polizia di Milano si vede un uomo con abiti sportivi e zaino in spalla, mentre cammina verso l’uscita della stazione Centrale. Secondo gli inquirenti italiani si tratta di Anis Amri.

Questo elemento rappresenterebbe un altro tassello nelle indagini di ricostruzione degli spostamenti dell’uomo, almeno in Italia. Al momento non sono stati diffuse immagini video delle oltre 100 telecamere di video sorveglianza presenti in piazza a Berlino al momento della strage. E’ un mistero. Esiste solo un filmato amatoriale da un taxi. Le riprese avrebbero dovuto immortalare un uomo scendere dal Tir, che si presume fosse il tunisino. Invece le immagini, che pure ci sono, non sono state diffuse. Un elemento che alimenta dubbi sulla versione tedesca sull’attentato.

Anis Amri dopo essere ripartito da Berlino, avrebbe fatto la linea verso la Francia. Sarebbe arrivato alla stazione di Lione Part-Dieu dove avrebbe acquistato un biglietto per Milano con corrispondenza a Chambery. Questo passaggio sarebbe dimostrato dalle immagini delle telecamere di video sorveglianza della stazione francese.

Dopo essere passato da Lione e Chambery, prima di arrivare a Torino, Amri si era fermato alla stazione di Bardonecchia, nel Torinese quindi aveva raggiunto Sesto dalla Stazione Centrale di Milano a bordo di un autobus.

Anis Amri alle 3 di notte, a Sesto San Giovanni, viene casualmente bloccato da una volante della polizia per un controllo. Alla richiesta di documenti, il giovane, ha ingaggiato un conflitto a fuoco con gli agenti da cui è rimasto ucciso da due proiettili.

Gli investigatori italiani stanno cercando di risalire a possibili amici in Lombardia e nel Paese, in particolare in Sicilia dove il 24enne aveva trascorso 4 anni in prigione.


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