Lodi, spara al ladro e lo uccide. Indagato per omicidio volontario

Carlomagno Lancia Ypsilon Maggio 2021
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Lodi, spara al ladro e lo uccide. Indagato per omicidio volontario LODI – Si è introdotto con due o tre complici in un ristorante per compiere un furto, ma è stato scoperto dal proprietario che l’ha ucciso. E’ successo venerdì a Casaletto Lodigiano, paese al confine tra la provincia di Lodi e Pavia.

Adesso il ristoratore deve rispondere di omicidio volontario riaprendo la polemica sull’eccesso di legittima difesa di cui la Lega di Salvini chiede a gran voce una modifica in Parlamento.

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Il titolare dell’osteria – tabacchi De Amis, Mario Cattaneo, 67 anni, ha ucciso il ladro nella notte quando insieme al figlio ha sentito l’allarme di intrusione nel suo locale. Li ha visti è ha fatto fuoco: un colpo di fucile alla schiena sparato da distanza ravvicinata.

Secondo quanto emerge, vi sarebbero alcune contraddizioni tra la versione fornita da Cattaneo e quella del figlio Gianluca il quale alle 3 e 40, col padre avrebbe sentito l’allarme della trattoria e il rumore della saracinesca sul retro che veniva divelta. Una volta resisi conto i due sono scesi dalla loro abitazione e sono entrati nel locale: Mario Cattaneo ha avuto una colluttazione con i ladri, probabilmente dell’Est europeo a giudicare anche dalla telefonata che uno dei complici ha poi fatto ai carabinieri di Pavia per fare intervenire i soccorsi.

Il ristoratore è rimasto ferito a una mano e “uno ha tirato la canna del fucile ed è partito un colpo”, ha raccontato nell’interrogatorio, assistito da un legale, nel pomeriggio davanti al pm Laura Siani nel Comando provinciale dei carabinieri. La rosa di pallini, probabilmente non ha colpito organi che determinano immediatamente la morte se il ladro, forse anche trascinato dai complici, ha potuto scavalcare due recinzioni prima di accasciarsi in una viuzza, distante un centinaio di metri, che porta al cimitero del paese.

Quando i carabinieri della vicina provincia di Pavia hanno trovato il corpo, l’uomo non aveva documenti, probabilmente presi dai complici per rendere difficoltosa l’identificazione che non è ancora stata possibile perché le impronte non risultato registrate nel sistema Afis delle forze dell’ordine. E’ un uomo di circa trent’anni e dalla corporatura atletica. Accanto al cadavere un sacchetto con dei pacchetti di sigarette, magro bottino di un “colpo” che gli è costato la vita.

L’autopsia, che sarà eseguita lunedì, fornirà ulteriori elementi per chiarire una vicenda in cui, allo stato, non appaiono evidenti le condizioni dell’articolo 52 del Codice penale, quello che prevede l’esimente della legittima difesa che “non prevede la possibilità che si spari comunque e a chiunque” ma che le armi siano usate in casa o in ambienti simili, ha precisato il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro.

In caserma, nel pomeriggio, è stato convocato anche un vicino di casa dei Cattaneo: ha confermato che, dopo aver sentito il trambusto, e affacciatosi alla finestra, ha chiesto al ristoratore se l’aveva preso, intendendo il ladro.

“L’ho preso”, si è sentito rispondere due volte. La moglie, stando al suo racconto, avrebbe detto al marito: “Lascia quel fucile” e il figlio. “Perché l’hai caricato?”. La tragedia non sarebbe accaduta in un contesto di esasperazione per furti o rapine messe a segno di frequente, come accaduto in altre occasioni. Un solo precedente subito dai Cattaneo dieci anni fa e in una zona in cui non esiste un particolare allarme sicurezza.

Sulla vicenda è intervenuto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: “Lodi, sorprende nella notte dei ladri nel suo ristorante, durante l’aggressione il 67enne spara un colpo di fucile e uccide un rapinatore. Che il Parlamento approvi subito la proposta della Lega sulla legittima difesa, sempre e comunque. Un morto è sempre una brutta notizia, ma se invece di rubare fosse andato a lavorare, quel tizio oggi sarebbe vivo. Io sto con il ristoratore, io sto con chi si difende!”, ha detto il leade del Carroccio su Facebook.

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