Colata lavica dell’Etna ferisce dieci escursionisti VIDEO

Carlomagno Alfa Romeo Giulia giugno 2018
Gli escursionisti subito dopo l'esplosione lavica dell'Etna
Gli escursionisti subito dopo l’esplosione lavica dell’Etna

Un gruppo di escursionisti è rimasto ferito da schegge di lava incadescente in una delle esplosioni laviche che in queste ore stanno avvenendo sull’Etna, che ieri mattina ha ripreso a eruttare a due settimane “dall’apertura” del nuovo cratere a sud-est.

Una decina le persone coinvolte, ma non sarebbero in condizioni preoccupanti. Sei di loro sono stati trasportati negli ospedali di Catania e Acireale. Il gruppo è stato colpito da frammenti di lava dopo una “esplosione freatica”, a quota 2.700 metri del vulcano.

IL FENOMENO DELL’ ETNA SPIEGATO DAGLI ESPERTI DELL’INGV

Un’esplosione freato-magmatica – informa l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – si è verificata alle 12.43 in località Belvedere (bordo occidentale della Valle del Bove), a circa 2.700 metri di quota sul mare.

L’esplosione è avvenuta in corrispondenza del fronte della colata di lava che emerge da una bocca posta alla base del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3.200 metri di quota.

Attualmente la lava avanza con una temperatura superiore ai 1000 gradi centigradi in una zona ricoperta di neve. La neve, al contatto con la lava, tende a sciogliersi, formando delle pozze d’acqua che possono venire ricoperte dalla lava in avanzamento. In quel caso, l’acqua sotto la colata lavica tende a vaporizzare e può causare esplosioni freato-magmatiche come quella avvenuta oggi.

GUARDA IL VULCANO DALLO SPAZIO 

Nel fenomeno esplosivo è stato coinvolto anche un vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo (INGV-OE), Boris Behncke, che ha riportato lievi escoriazioni. Il personale INGV-OE continua a monitorare con costanza l’evoluzione dei fenomeni.

LA TESTIMONIANZA
Il ricercatore dell’Ingv ferito “ha riportato solo lievi escoriazioni dovute alla caduta di pietre conseguente all’esplosione”, ha detto all’Ansa il vulcanologo Marco Neri dell’Ingv. “Sull’Etna attualmente ci sono diversi nostri colleghi impegnati in osservazioni e visure. Queste purtroppo sono cose che possono anche succedere”.

“Il fronte della colata lavica – spiega ancora – si deve osservare da vicino soprattutto quando scende più in basso, per tenere informata la protezione civile, che se lo ritiene opportuno, può fermare il flusso turistico. Adesso al colata ha raggiunto quota 2700 e poco più sotto, a quota 2500, c’è la funivia”.

il ricercatore Ingv, Boris Behncke, sul suo profilo Facebook ha commentato la sua esperienza sul vulcano parlando di una “violenta esplosione”.