Un quintale di hashish nel doppio fondo del Pick-Up. Preso narcos

Carlomagno Fiat City Car elettrtica Maggio 2021
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panetti di hashish sequestrati
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AVELLINO – È l’arresto di un 34enne per detenzione di sostanza stupefacente, aggravata dall’ingente quantitativo, l’esito della corposa attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Avellino.

Quell’ingegnoso tentativo di camuffare l’enorme quantitativo di stupefacente non è riuscito. Credeva che quel vano potesse consentirgli di sottrarsi alle proprie responsabilità, ma non è andata come sperato: a rovinare quel traffico di droga ancora una volta i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino.

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Gli investigatori, individuato nel 34enne di Giugliano in Campania (Napoli) un soggetto d’interesse operativo al contrasto dello spaccio di droga in Irpinia, ritenevano giunto in momento di intervenire.

L’uomo veniva bloccato mentre, alla guida di un pick-up grigio, percorreva l’autostrada A16: appena fermato si è subito mostrato immotivatamente agitato e insofferente nei confronti dei militari cercando, nel contempo, di celare tale nervosismo e di convincere il personale operante con lusinghieri parole di bravo ed onesto operaio.

Ma i Carabinieri, non credendo ovviamente a quelle parole, procedevano ad un accurato controllo. E l’attenzione si soffermava alla parte posteriore del veicolo, al “cassone”, che, per quanto perfetto, presentava qualcosa di strano.

La caparbietà e la determinazione degli uomini dell’Arma, decisi a dare una risposta a degli insoliti elementi, apparentemente insignificanti, notati nella parte posteriore del veicolo, premiava alla fine gli sforzi.

Ulteriori perplessità e dubbi che quel mezzo celasse qualche segreto potenzialmente sospetto, sorgevano nel momento in cui veniva ispezionata la parte inferiore: forti di precedente esperienza investigativa, accertavano così che quel veicolo presentava, proprio sotto al cassone, un doppio fondo artigianalmente ricavato ed abilmente occultato.

L’idea di “averci visto giusto” trovava conferma nel momento in cui si riusciva ad aprire quel vano al cui interno erano stati riposti un bustone e tre pacchi del tutto simili ad un case di computer, con tanto di marchio di un noto produttore americano del settore informatico, contenenti complessivamente un quintale di hashish, suddiviso in 1.000 panetti da 100 grammi cadauno.

Il 34enne, le cui responsabilità venivano definitivamente sancite dalle analisi tossicologiche eseguite dai Carabinieri del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti è stato così dichiarato in arresto e, dopo le formalità di rito, tradotto in carcere, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Gli accertamenti tecnici e qualitativi permettevano altresì di quantificare il numero di dosi medie ricavabili dalla sostanza in oltre 600mila, per un valore commerciale al dettaglio sulla piazza avellinese di circa 5 milioni di euro.

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