Omicidio a Prato, fermato presunto killer di Leonardo Lo Cascio

La Scientifica sul luogo dell'omicidio a Prato. Nel riquadro la vittima, Leonardo Lo Cascio
La Scientifica sul luogo dell’omicidio a Prato. Nel riquadro la vittima, Leonardo Lo Cascio

È stato fermato un marocchino di 20 anni per l’omicidio di Leonardo Lo Cascio, il trentottenne ucciso a Prato due sere fa.

Il giovane, regolare in Italia, è stato bloccato dai carabinieri all’aeroporto di Bologna mentre si stava imbarcando con un biglietto di sola andata per Casablanca, in Marocco.

Il presunto assassino è stato individuato grazie alle telecamere di sorveglianza in piazza Falcone e Borsellino mentre seguiva la vittima. Gli occhi elettronici non hanno tuttavia ripreso il momento dell’aggressione.

Interrogato per diverse ore, il racconto del giovane non avrebbe convinto gli investigatori. Sarebbe cioè caduto più volte in contraddizione. Motivo per cui è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto.(aggiornamento Domenica 2 aprile)

E’ caccia aperta all’assassino di Leonardo Lo Cascio, il portiere notturno 38enne di San Giorgio a Colonica, ucciso ieri sera a Prato davanti al tribunale da uno sconosciuto.

Gli inquirenti sono quasi certi che si sia trattato di una rapina finita male. A confermarlo sono le immagini delle telecamere di sicurezza, adesso al vaglio dei carabinieri, che mostrano come l’aggressore lo abbia seguito dopo che l’uomo era sceso da un autobus. Le telecamere non hanno tuttavia ripreso il momento dell’aggressione.

L’uomo attorno alle 21.30 era sceso dal bus in piazza Falcone e Borsellino per andare al lavoro all’Art Hotel Museo, circa 400 metri dalla fermata, dove doveva prendere servizio alle 22.

LA RICOSTRUZIONE – Nella piazza, che si interseca con viale della Repubblica, Lo Cascio viene avvicinato dall’assassino che lo ha tallonato per pochi metri per poi affrontarlo, arma in pugno, allo scopo di rapinarlo del portafogli e dello zaino che la vittima aveva su una spalla.

L’uomo reagisce e, forse, i due hanno avuto una colluttazione prima che il killer gli sferri alcuni colpi in testa e alla gola con un arma appuntita, forse un cacciavite o un coltello. La vittima, ormai sopraffatta cade a terra e non si rialza più. Morirà dissanguato per le profonde ferite alla gola. Ad accorgersi del corpo senza vita e insanguinato del giovane è stata prima una segnalazione anonima e poi l’allerta di una coppia di giovani che passava di lì in auto.

Sul posto sono giunti i soccorritori, i militari di Prato e il magistrato di turno. Gli investigatori troveranno in un cestino dei rifiuti vicino la fermata del bus lo zainetto e il portafogli “svuotati” della vittima. Sarà cruciale l’esame del Dna sulle tracce biologiche che l’assassino avrà probabilmente lasciato sul corpo della vittima e sugli effetti personali arraffati dal criminale.

L’area dov’è avvenuta l’aggressione mortale, benché centrale e di fronte al tribunale, di sera è scarsamente illuminata e per questo sarebbe meta della “movida” delinquenziale con spacciatori che vi scorazzano fino a notte fonda. Non si esclude che l’ambiente frequentato dal killer sia quello della tossicodipendenza.