Omicidio Durini, spunta denuncia della famiglia Marzo contro Noemi

Carlomagno Panda Settembre 2018
un momento del ritrovamento del cadavere di Noemi Durini
Il luogo del ritrovamento del cadavere di Noemi Durini

Lucio Marzo, l’assassino reo confesso di Noemi Durini, la 16enne scomparsa e fatta trovare cadavere ieri dal 17enne, è stato condotto in una struttura protetta dopo il tentativo di linciaggio presso la stazione dei carabinieri di Specchia, Lecce.

Intanto, emergono particolari sulla morte della ragazza. Noemi è stata trovata con il cranio sfondato forse colpita con una pietra o altro oggetto contundente. Il presunto assassino ha riferito di averla uccisa con un coltello, ma al momento sul corpo non sarebbero evidenti ferite di arma da taglio.

Sarà tuttavia l’autopsia ad accertare l’esatta causa della morte, anche se emergerebbero contraddizioni nei racconti del giovane. Il coltello, che secondo il ragazzo, sarebbe della vittima, al momento non è stato trovato.

Ed è polemica sui mancati provvedimenti da parte della procura per i minorenni di Lecce presso cui giaceva una denuncia per violenza privata e lesioni sporta dalla madre della giovane, Irma Rizzo. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha avviato ispettori in Puglia per accertare eventuali ritardi e negligenze.

Ma dopo la denuncia della madre della vittima contro il ragazzo, spunta un’altra querela fatta però dai genitori del 17enne contro Noemi Durini per atti persecutori nei confronti del giovane. La denuncia, secondo quanto scrive l’Ansa, sarebbe stata fatta alcuni mesi fa e 15-20 giorni dopo quella presentata invece dalla madre di Noemi. Segno che i rapporti tra le due famiglie erano tutt’altro che cordiali.

I due, a detta di molti innamoratissimi, secondo il piano raccontato dal giovane, avrebbero dovuto uccidere la famiglia Marzo su presunte pressioni di Noemi per poi andare a vivere a Milano. Un piano diabolico però naufragato per le resistenze del giovane che ha raccontato tutto ai genitori, come confermato ieri in una intervista dallo stesso padre che ne era a conoscenza.

Un “cancro” è stata definita da Ciro Marzo in un post apparso sul profilo di lei. Lui, ora è indagato per sequestro di persona e occultamento di cadavere. Un “rapporto malato” quello tra i due giovani che ha portato alla barbara uccisione della sedicenne e alla distruzione di due famiglie.