Blitz anti ‘ndrangheta in Lombardia, 24 arresti e tre sospensioni

Carlomagno Panda Settembre 2018

È in corso dall’alba una vasta operazione contro la ‘ndrangheta condotta dai carabinieri del comando provinciale di Milano nelle province di Monza e Brianza, Como, Milano, Pavia e Reggio Calabria. 27 misure cautelari in tutto (21 arresti in carcere, 3 ai domiciliari e 3 sospensioni di servizio nei pubblici uffici) eseguite in esecuzione di tre provvedimenti emessi dai gip dei tribunali di Milano e Monza Brianza su richiesta di Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Sara Ombra, della Dda milanese, e dei pm di Monza Luisa Zanetti, Salvatore Bellomo e Alessandra Rizzo.

I destinatari sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione per un atto d’ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale.

Tra gli altri, a finire ai domiciliari il sindaco di Seregno (Mb), Edoardo Mazza, di Forza Italia, accusato di aver favorito gli affari con un imprenditore legato alle cosche, il quale si sarebbe a sua volta adoperato per procurargli voti. Indagato per corruzione l’ex vicepresidente della Regione – ora consigliere regionale – Mario Mantovani (Fi).  LEGGI

L’attività delle procure lombarde trae origine dagli approfondimenti avviati nel 2015 dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano sui noti summit di ‘ndrangheta tenutisi a Legnano e a Paderno Dugnano (Milano), già oggetto di indagini nell’ambito dell’operazione “Infinito”.

L’investigazione ha consentito di identificare gli elementi di vertice della locale di Limbiate (Mb) e di individuare un sodalizio dedito al traffico di ingenti quantitativi di cocaina, con base nel comasco, composto prevalentemente da soggetti originari di San Luca (Reggio Calabria), legati a cosche di ‘ndrangheta di notevole spessore criminale.

Nel corso delle investigazioni è inoltre emersa la figura di un affermato imprenditore edile di Seregno, che intratteneva rapporti con importanti esponenti del mondo politico e coltivava frequentazioni, rapporti e scambi reciproci di favori con esponenti della criminalità organizzata, a cui chiedeva interventi vari per raggiungere i suoi scopi.

In tale contesto, in particolare, è stato altresì accertato il ruolo determinante avuto dall’uomo d’affari nell’elezione dell’attuale sindaco di Seregno, facendo emergere come l’intercessione fosse legata al proprio interesse di ottenere, da parte degli organi istituzionali dei quali sosteneva la candidatura, la convenzione per realizzare un supermercato nel territorio comunale.