19 Aprile 2024

Fondi sospetti e riciclaggio, sequestrata Villa Cappellani a Messina

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Fondi sospetti e riciclaggio, sequestrata Villa Cappellani a Messina Personale della Dia e della Guardia di Finanza di Messina, hanno sequestrato ai fini di confisca l’intero complesso immobiliare denominato “Villa Cappellani”, di proprietà della “Immobiliare Cappellani Srl”, imponente struttura che ospita la nota omonima clinica gestita dal Gruppo Giomi Spa, quest’ultimo non destinatario di alcun provvedimento.

Il provvedimento è stato emesso dal gip presso il tribunale di Messina su richiesta della del pm Maurizio De Lucia della locale Dda. Secondo quanto emerso dalle indagini l’importante complesso immobiliare sarebbe stato acquistato con provviste allo stato non giustificate, precedentemente esportate all’estero e successivamente fatte rientrare nel territorio nazionale attraverso la schermatura di società create ad hoc.

L’indagine penale, condotta in perfetta sinergia dagli specialisti della Dia e dei finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria – nell’ambito delle specifiche competenze nel contrasto all’attività illecita di riciclaggio – scaturisce dall’esame approfondito effettuato su alcune segnalazioni di operazioni sospette, trasmesse dalla Banca d’Italia ed inerenti il rientro dei capitali nel territorio nazionale di partecipazioni societarie allocate in precedenza all’estero in Lussemburgo ed in seguito artatamente “regolarizzate”.

L’attività di polizia economico-finanziaria, risalendo la china dei flussi finanziari intercettati ed esportati in precedenza in territorio svizzero, ha permesso di appurare come alcuni degli indagati – cui la “Immobiliare Cappellani Srl” è direttamente riferibile – interessati da tempo al particolare settore, siano riusciti, sfruttando la parvenza di legalità del cosiddetto “Scudo fiscale ter” a regolarizzare – già dal 2009 – le posizioni societarie prima attestate con società anonima in territorio lussemburghese.

Tutta l’operazione sarebbe stata posta in essere al fine di acquisire o comunque reimpiegare – con provviste “illecite” precedentemente esportate e facendo intervenire negli atti societari dei fidati prestanome – un consistente complesso immobiliare da destinarsi all’esercizio di professioni sanitarie, la Clinica Cappellani di Messina, nota casa di cura messinese che fa parte del gruppo Giomi, leader nazionale degli ospedali accreditati, quest’ultimo estraneo alle ipotesi delittuose contestate.

Nell’ambito del procedimento penale sono indagati i fratelli Dino ed Aldo Cuzzocrea e Antonio Di Prima, per il reato di trasferimento fraudolento di titoli e valori, nonché Dario Zaccone, quale ex consulente e persona di fiducia dei Cuzzocrea, per l’ipotesi di riciclaggio.

Il sequestro ha interessato l’intero patrimonio della società “Immobiliare Cappellani Srl” – comprensivo della sede della clinica messinese, che verrà affidata ad un amministratore giudiziario nominato dalla magistratura inquirente e che consentirà, senza soluzione di continuità, l’erogazione da parte del Gruppo Giomi, dei servizi sanitari all’utenza – e rapporti finanziari, per un valore complessivo prudenzialmente stimato in 10 milioni di euro.


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