Rogo Centocelle, presi in Bosnia i complici di Serif Seferovic

Carlomagno campagna Nuovo Stelvio 10 Maggio 2018
Serif Seferovic durante il fermo della Polizia
Serif Seferovic durante il fermo della Polizia a giugno

Sono stati arrestati in Bosnia gli altri due presunti autori del rogo del camper avvenuto a maggio nel quartiere Centocelle a Roma in cui morirono le tre sorelle Elisabeth, Francesca e Angelica Halinovic, di 20, 8 e 4 anni.

Si tratta di Renato e Jonson Seferovic, fermati dalla polizia bosniaca a Bosanka Gradiska in esecuzione di provvedimento restrittivo emesso dall’Autorità Giudiziaria di Roma. Nei giorni scorsi erano stati arrestati a Torino i fratelli Serif e Andrea Seferovic.  Leggi 

I due arrestati sono stati individuati in seguito alle indagini della Squadra Mobile di Roma che, in stretta collaborazione con il Servizio cooperazione internazionale di polizia, ha seguito le loro tracce fino in Bosnia. Il provvedimento restrittivo è stato adottato anche ai fini dell’estradizione e la posizione dei due fermati è ora al vaglio delle autorità bosniache.

Serif Seferovic, 20 anni, è accusato di triplice omicidio, tentato omicidio plurimo e incendio, il fratello Andrea solo di incendio. A dicembre 2016 Serif era stato autore del borseggio della ragazza cinese Zhang Yao, travolta e uccisa da un treno nel tentativo di seguirli, ma dopo la condanna per furto a due anni fu rilasciato libero.

A maggio l’orripilante incendio del camper in un parcheggio di un centro commerciale di Centocelle in cui morirono arse vive le tre sorelline nomadi. Nel mezzo c’erano 13 persone. I genitori e gli altri componenti il nucleo familiare erano riusciti a mettersi in salvo, mentre Elisabeth morì insieme alle sorelle nel disperato tentativo di metterle strapparle alle fiamme. Il movente della strage sarebbe da ricondurre a contrasti economici tra le famiglie Halinovic e nomadi. Qualche giorno prima, secondo quanto ricostruito dall’accusa, era stato dato alle fiamme il camper della nonna delle vittime.