Agghiacciante a Bari, fa uccidere il genero per intascare l’assicurazione

Carlomagno campagna ottobre 2018

blitz carabinieriE’ una storia agghiacciante quella che arriva da Bari dove una donna, insieme al fratello e a un terzo soggetto, avrebbero architettato un piano diabolico per uccidere tramite investimento, il giovane genero di lei e intascare così il risarcimento dell’assicurazione di cui era beneficiaria.

La brutta storia, avvenuta in un contesto di estremo disagio socio-economico, l’hanno scoperta i carabinieri del comando provinciale di Bari che oggi hanno arrestato, su mandato del gip che ha accolto la tesi della procura barese, tre persone con l’accusa dell’omicidio premeditato in concorso di Girolamo Perrone, 24enne investito il 5 ottobre 2016 in seguito a un incidente stradale poi morto dopo cinque giorni di agonia.

In carcere sono finiti Vito D’Addabbo (considerato l’autore materiale) e Anna Masciopinto (fratello del primo e suocera della vittima, ritenuta mandante del delitto), nonché Rocco Michele Caringella, ritenuto istigatore ed “esperto” di truffe assicurative.

Le indagini hanno avuto inizio dopo la segnalazione del sinistro stradale avvenuto sulla strada provinciale 16 Adelfia-Cassano delle Murge ed il rinvenimento da parte dei Carabinieri di Adelfia dell’autovettura Fiat Punto, che presentava il parabrezza sfondato e vistose ammaccature sulla parte anteriore del mezzo.

Il conducente D’Addabbo, (fratello di sola madre della suocera della vittima) in evidente stato di concitazione, riferiva di aver investito un pedone che aveva attraversato improvvisamente la strada. In un vigneto adiacente l’arteria stradale, era stato trovato Perrone gravemente ferito, poi soccorso e ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale Di Venere di Bari. Il giovane morì poi il 10 ottobre 2016.

Le risultanze investigative dei militari del comando provinciale di Bari e della compagnia di Triggiano hanno evidenziato che la presenza di D’Addabbo e di Perrone sul luogo del sinistro – strada di aperta campagna ubicata in un comune diverso da quello di residenza – non era casuale ma rispondeva ad un programmato disegno criminale.

Dopo una complessa attività di indagine, svolta anche attraverso operazioni tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale e l’audizione di collaboratori di giustizia, gli investigatori hanno fatto luce sulla personalità di Caringella, già detenuto per altra causa e con precedenti specifici per analoghe condotte fraudolente in danno di compagnie assicurative.

Dalle indagini è emerso inoltre che gli indagati avevano proposto ad altro soggetto che frequentava Girolamo Perrone il coinvolgimento in un sinistro stradale in suo danno al fine di lucrare il relativo indennizzo assicurativo.