Disastro ferroviario a Milano, manca un pezzo di binario

Carlomagno campagna ottobre 2018
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Il pezzo di binario mancante (Ansa)

Una grande tragedia quella avvenuta stamani sulla linea ferroviaria alle porte di Milano dove un treno locale è deragliato causando tre vittime, tutte donne, e 46 feriti di cui quattro in condizioni critiche. La causa, secondo quanto riferito da Rfi, potrebbe essere stata una parte di linea ferrata mancante.

Si tratterebbe di pezzo di binario di oltre 23 centimetri trovato e sequestrato vicino alla rotaia un chilometro prima della stazione di Pioltello. Gli interrogativi sono tanti. Il pezzo di binario potrebbe essersi staccato in quel frangente, o poco prima, a causa del peso per i ripetuti passaggi dei treni. Almeno questa è l’ipotesi degli esperti. Sotto accusa c’è anche la “scarsa manutenzione” della linea ferrata.

Inquirenti della procura milanese al lavoro per fare luce su un incidente incredibile.  I pm che indagano per disastro ferroviario colposo e omicidio plurimo colposo, hanno sequestrato la “scatola nera” del treno deragliato con  circa 350 persone a bordo, in maggioranza pendolari, partito da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi.

Una delle vittime: “Mamma aiuto, il treno sta deragliando”. Poi il silenzio

“Mamma aiuto, il treno sta deragliando…”. Sono le ultime parole di Giuseppina Pirri, 39 anni, di Cernusco sul Naviglio, al telefono con la madre alle 6.55 di stamattina. “Poi è caduta la linea e c’è stato solo silenzio”, ha raccontato il padre, Pietro. “Mia moglie le ha detto scappa ma poi non ha sentito più niente. Sono andato là ed era ancora incastrata dentro al treno. Poi mi hanno detto che non ce l’ha fatta”, ha aggiunto ricordando che la figlia “si lamentava sempre perché i treni erano spesso rotti e sempre pieni”, ha raccontato il padre in lacrime fuori dall’obitorio.

Giuseppina è una delle tre donne morte nel convoglio di Trenord. Le altre due sono Pierangela Tadini, 51enne originaria di Caravaggio ma residente a Vanzago (Milano), viaggiava con la figlia Lucrezia di 18 anni, che si è salvata ma è rimasta ferita; e Ida Maddalena Milanesi, 62 anni, anche lei di Caravaggio, medico, specializzata in radiologia, neurologia e neurologia oncologica, dirigente dello staff di radioterapia dell’istituto Neurologico Besta di Milano.

Sequestrati anche i vagoni, l’intera area del deragliamento, i documenti su manutenzione e i lavori in quel tratto di binari. I pm hanno chiesto una superconsulenza a due esperti ingegneri che si sono anche già occupati di disastri ferroviari. Per svolgere tutti gli accertamenti, saranno iscritti nel registro degli indagati, come atto dovuto, i responsabili legali e della sicurezza di Rete Ferroviaria Italiana e, forse, anche alcuni responsabili di Trenord.

Il video di una telecamera di sorveglianza mostrerebbe che il treno, quando parte dei vagoni erano già fuori dai binari, ha anche attraversato la stazione di Pioltello lasciando una scia di scintille. Nelle immagini anche un uomo sulla banchina che si allontana spaventato.

Secondo le prime ricostruzioni, tre carrozze sono uscite dai binari, ma il convoglio ha continuato la marcia finché uno dei vagoni fuori asse ha colpito un palo della trazione elettrica e si è accartocciato. La ricostruzione corrisponde alla scena vista dai primi soccorritori, con le carrozze centrali del convoglio deragliate e intraversate a un angolo di circa 90 gradi l’una dall’altra. All’interno sono rimaste intrappolate a lungo molte persone, poi liberate dai soccorritori, mentre una spola di ambulanze e elicotteri trasportavano in ospedale i feriti.