Mafia a Ostia, in un decennio l’ascesa degli Spada. L’inchiesta

Carlomagno campagna novembre 2018
Roberto e Carmine Spada operazione eclisse
Roberto e Carmine Spada (Archivio)

La famiglia Spada, sgominata stamane all’alba in un’operazione congiunta tra carabinieri, polizia e guardia costiera, su mandato della Dda romana, aveva “eclissato” un clan (quello Baficchio, composto dalle famiglie Galleoni-Cardoni) per farsi spazio e affermarsi nell’arco di un decennio con tutta la potenza di una nuova organizzazione mafiosa arrivata ad avere il controllo capillare di Ostia e hinterland, levando di mezzo i rivali ed esercitando le tipiche pressioni mafiose per gestire le attività illecite sul territorio. Un’ascesa criminale, per l’accusa, degna delle più agguerrite consorterie attive altrove.

L’attività investigativa culminata con 32 arresti (uno solo è latitante), ripercorre l’ultimo decennio di indagini effettuate nel territorio di Ostia ed evidenzia, scrivono gli inquirenti, l’ormai profonda penetrazione della criminalità organizzata nelle attività economiche del litorale. È in atto, da anni ormai, un continuo riposizionamento delle zone di influenza, come si evince dalla ininterrotta serie di attentati e di atti intimidatori che hanno interessato il litorale.

L’INCHIESTA – tutto nasce dagli omicidi dei “rivali”

Tra questi spicca la gambizzazione di Massimo Cardoni, avvenuta ad Ostia ma soprattutto il duplice omicidio di Giovanni Galleoni capo indiscusso del clan Baficchio, e di Francesco Antonini, commesso nel 2011 ad Ostia, le cui responsabilità, secondo la Dda, sarebbero riconducibili al clan Spada: eventi che hanno segnato la progressiva erosione del potere criminale dei Baficchio (organizzazione criminale anch’essa di base familiare costituita dalle famiglie Galleoni-Cardoni), e la definitiva ascesa del clan Spada.

Mandanti e esecutori
Nello specifico Carmine e Roberto Spada (l’ultimo noto ormai per la testata al giornalista) avrebbero concorso nel duplice omicidio in qualità di mandanti, assicurando altresì, dopo il delitto, la fuga di Amna Saber Abdelgawad Nader all’estero; Ottavio Spada materialmente esplodeva i colpi nei confronti di Antonini e Amna Saber Abdelgawad Nader all’indirizzo di Galleoni; Ruben Alvez concorreva con il ruolo di palo e di autista per la fuga immediatamente dopo la sparatoria.

Risponde di favoreggiamento anche Carlo Franzese in quanto, dopo che era stato commesso il duplice omicidio aiutava Amna Saber Abdelgawad Nader detto l’Egiziano a eludere le investigazioni dell’Autorità e a sottrarsi alle ricerche.

Delitto connotato dalla adozione del metodo mafioso tanto nelle modalità esecutive quanto per la contestualizzazione in una dinamica di contrapposizione tra associazioni criminali con finalità di controllo del territorio e al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso costituita in Ostia dal cd.clan Spada mediante l’eliminazione fisica dei vertici dell’organizzazione rivale Baficchio.

Proprio il duplice omicidio di Galleoni ed Antonini segna l’inesorabile ascesa al potere del clan Spada, il cui prestigio criminale vede una progressiva crescita in forza dell’alleanza con l’organizzazione facente capo alla famiglia Fasciani e in concomitanza con l’indebolimento della famiglia dei “Baficchio” (Galleoni-Cardoni).

L’alleanza tra le famiglie Spada e Fasciani e l’ascesa

Da anni la famiglia Spada rappresenta una realtà criminale emergente e al momento attuale dominante nel territorio di Ostia (grazie alla concomitante detenzione dei principali componenti della famiglia Fasciani e al progressivo ridimensionamento del ruolo criminale dei “Baficchio”), alleata con il noto clan Fasciani nelle dinamiche di controllo del territorio ostiense.

Ma le investigazioni hanno anche dimostrato come gli equilibri di Ostia, siano fortemente instabili, a conferma di quanto il tessuto sociale sia permeato da una forte insistenza criminale: lo avvalorano i due attentati di cui è rimasto vittima proprio il boss Carmine Spada, documentati dalla Squadra Mobile ed avvenuti ad Ostia Lido, il primo, il 4 novembre 2016, all’interno dell’area del distributore di benzina Tamoil; il secondo, quattro giorni dopo davanti la sua abitazione.

Episodi mai denunciati, di cui si è avuta contezza unicamente grazie ai servizi di intercettazione e videoregistrazione, particolare che conferma ulteriormente la mafiosità del clan ed il clima di omertà vigente in Ostia.

La vicenda è inoltre di rilievo perché registra, nel momento massimamente critico ed emergenziale della elaborazione di una strategia di reazione agli attentati alla figura apicale dell’organizzazione, l’intervento della famiglia Fasciani – tramite Giuseppe Fasciani detto Floro, fratello di Carmine Fasciani attualmente in regime di detenzione speciale ex art. 41 bis. Detto intervento conferma l’alleanza tra le due organizzazioni Spada e Fasciani già riferita dai collaboratori di giustizia e confermata dalle pregresse investigazioni.Nello stesso periodo, infatti, le risultanze dell’attività tecnica registrano altresì l’invio di somme di denarosimboliche da parte della famiglia Spada al detenuto Carmine Fasciani tramite il genero Mirko Mazziotti (coniuge di Azzurra Fasciani, figlia di Carmine).

Le indagini oltre a ricostruire l’organigramma del clan mafioso ed a confermare l’alleanza con la famiglia Fasciani, fa luce anche sugli interessi economici e le attività delinquenziali svolte sul territorio dagli Spada, che spaziano dal traffico di sostanze stupefacenti, all’usura, alle estorsioni e all’infiltrazione nel tessuto socio-economico del territorio lidense.

La conferma dell’inquinamento delle attività economiche proviene dalla presenza, quali soci di fatto, di appartenenti al clan Spada in attività imprenditoriali di gestione delle sale giochi di Ostia, nonché di gestione di numerosi apparecchi elettronici da intrattenimento – c.d. Videoslot/Videolottery- installati all’interno di esercizi commerciali.

Le indagini hanno evidenziato, a conforto della capacità e pericolosità dell’organizzazione, l’agire continuo di Carmine Spada al fine di estendere il controllo dell’installazione delle macchinette mediante l’acquisizione di nuove attività commerciali site a Ostia Lido, con il tentativo di giungere anche in altre zone della Capitale.

Inoltre,le attività tecniche hanno posto in risaltol’interesse del gruppo criminale capeggiato da Carmine Spada ad ampliare il proprio giro di affari, mediante l’acquisizione di nuovi spazi nel lucroso settore delle sale da gioco, al fine di reinvestire il denaro proveniente dalle innumerevoli attività illecite.

In tal senso, sono state intercettate numerose conversazioni telefoniche nelle quali gli indagati ricercano numerosi locali anche nella Capitale, in particolare in zona Piazza Vittorio, nonché in località Torvaianica.

I sequestri alla famiglia Spada

Sulla scorta di tali risultanze investigative, il gip, ha disposto il sequestro preventivo di numerose autovetture e delle seguenti società e ditte individuali, tutte riconducibili al clan degli Spada:

ROMANA SLOT Società Cooperativa, con sede legale in Ceccano (FR) via Celletta Traversa 3, CARFAGNA Mauro socio e amministratore unico;

NEW SLOT ROOM S.R.L. semplificata, con sede in via Guglielmo degli Ubertini nr.59/63/65, socio e amministratore unico CARFAGNA Mauro;

NEW M&F S.R.L. semplificata unipersonale, con sede in Ostia Lido via Corrado del Greco n.69, TOLUSSO Maurizio quale socio e amministratore unico;

SEVEN GIOCHI S.R.L, con sede in Ostia via Carlo del Greco n.77, amministratore unico GALATIOTO Filippo;

ONE SLOT s.r.l. semplificata unipersonale, con sede legale a Roma (Ostia Lido), socio unico e amministratore CARLUCCIO Michele;

Ditta individuale FIORE Claudio,esercenteattività di panificazionein due rivendite ubicate a Ostia Lido e Fiumicino.

Parallelamente a reati sintomatici della volontà di occupare la sfera economica delle attività della zona, assumendone un dominio pieno e incontrollato, gli “SPADA” non hanno mai abbandonato il core businessdelle estorsioni.

Il governo del territorio, che ha permesso loro anche di pensare di inserirsi in attività, sempre delinquenziali, ma economiche, si è, quindi, snodato sempre attraverso svariati episodi violenti, siano essi estorsioni in danno di imprenditori, ovvero contrasti interni alle consorterie criminose, tesi al potere sul territorio, attraverso gli scontri fra clan.

Non solo le estorsioni in danno di imprenditori, ma anche le aggressioni coessenziali ai conflitti tra clan risentono dello spessore criminale degli “SPADA”, della fama sinistra che li accompagna, e si traduce in una considerevole capacità di intimidire, anche senza che sia necessario prospettare esplicitamente conseguenze ingiuste ai danni delle persone offese.

Nell’ambito delle estorsionitipico è il modus operandi adottato dagli Spada per impossessarsi delle case popolari, ovvero quello di cedere a credito la sostanza stupefacente fino a far raggiungere un indebitamento talmente insostenibile da parte dell’acquirente che l’unica possibilità di estinzione, imposta con violenza dai creditori, era soltanto attraverso la cessione del proprio appartamento.

In particolare, Roberto Spada cl. 75 a seguito del mancato pagamento di una partita di hashish avrebbe costretto la vittima, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal clan di appartenenza, a cedergli l’appartamento, di maggiore metratura, assegnato dal Comune di Roma.

Altredue ipotesi estorsive,riconducibili all’attività di usura abitualmente svolta dalla famiglia Spada e dai “collaboratori”più qualificati, sono quelle contestate a Ottavio Spada, detto Maciste, e Fabrizio Rutilo, poste in essere mediante modalità esecutive mafiose al fine di agevolare l’organizzazione criminale di appartenenza.

Le intercettazioni

In tal senso significativa è la conversazione in cui Ottavio Spada nel minacciare una vittima a cui aveva elargito denaro ad interessi usurari lo minaccia specificando …io campo di questo lavoro!,,  lasciandogli intendere che altrimenti avrebbe attuato ritorsioni nei suoi

Altrettanto significativa riguardo la mafiosità del clan è la conversazione in cui Fabrizio Rutilo, nel minacciare un’altra vittima afferma … ti dovrei spacca solo la faccia… tu domani vieni e mi parli in faccia.. perchè io ti vengo a cercare… prendo tua madre tuo padre.. hai preso la persona sbagliata.. io te sto a da un consiglio.. ti faccio cercare da tutta Ostia… sai che vuol dì? … ti spezzo tutte le costoleio pijo le tenaglie e ti strappo i denti…

Della potenza del clan SPADA, degli equilibri mafiosi,e sul controllo del territorio esercitato dalla famiglia, è emblematica la “protezione” imposta al titolare di un’attività commerciale allorquando quest’ultimo riceve delle richieste provenienti da “i napoletani”, alle quali non intende sottostare proprio perché gode già della protezione degli SPADA.

…sicuro al 100%… se abbasso mo la testa me tolgono tutto… invece una cugina non lo farebbe mai… meglio stare con SPADA…

purtroppo questo a me mi hanno chiesto e l’ho dovuto fa! Se vuoi stare qua sennò ogni notte è buona per la tanica!”.

L’odierna operazione ha svelato l’esistenza di un’associazione a delinquere di stampo mafioso, quale è quella degli Spada, che ha provocato un profondo degrado sul territorio, consentendo il dilagare di reati gravissimi e lesivi di beni primari.

Un sodalizio che ha fondato la sua potenza sull’organizzazione a base familistica e sulla ripartizione delle competenze, consentendo al complesso dei soggetti chiamati a rispondere anche solo di reati satellite di gravitare in un’area di impunità, scaturente dalla forza evocativa e minatoria del nome degli Spada.

Gli arrestati

Carmine Spada detto Romoletto, nato a Roma (classe 1967), Roberto Spada, (1975); Ottavio Spada detto Maciste, (1963); Armando Spada, nato a (1967); Vittorio Spada detto Manolo, (1991); Juan Carlos Spada, (1990); Francesco Spada,  (1987); Francesco De Silvio,  (1979); Alessandro Rossi, (1966); Saber Maglioli, (1990); Ramy Serour,   (1990); Samy Serour, (1988); Carlo Franzese, Napoli (1976); Mauro Carfagna  (1975); Stefano De Dominicis,   (1966); Roberto Pergola,   (1954); Daniele Pergola,   (1977); Claudio Galatioto,   (1951); Roberto Sassi,   (1957); Fabrizio Rutilo,   (1990); Claudio Fiore,   (1970); Fabio Fabi,   (1978); Mauro Caramia, Taranto (1964); Enrico Spada, detto Macistino, (1986); Ottavio Spada, detto Marco,   (1989); Massimiliano Spada,   (1976); Silvano Spada, (1984); Roberto Spada, detto Zibba,  (1987); Nando De Silvio,   (1978); Ruben Nelson Alvez Del Puerto, Uruguay (1989); Massimo Massimiani,   (1983).

Amna Saber Abdelgawad Nader detto l’egiziano, nato in Egitto (1986) unica ordinanza non eseguita in quanto l’uomo è latitante e non presente sul territorio nazionale.

Le ipotesi di accusa

I trentadue destinatari della misura cautelare sono accusati a vario titolo di far parte di un’associazione per delinquere di stampo mafioso che si avvale della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, al fine di commettere reati di omicidio, estorsione, usura, detenzione e porto di armi e di esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati, ed altri reati contro la persona, di traffico di stupefacenti, di attribuzione fittizia di beni e di acquisire, in modo diretto e indiretto, la gestione e comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici, il controllo di attività di balneazione sul litorale lidense, di sale giochi e di esercizi commerciali di varia tipologia, finanziandoli con il prezzo, il prodotto e il profitto dei reati di estorsione, usura e traffico di stupefacenti e per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per il conseguimento ed il mantenimento delle finalità dell’associazione.