Omicidio Pamela, il nigeriano resta in carcere. Al gip: “Io estraneo”

Carlomagno campagna ottobre 2018
Innocent Oseghale, accusato del brutale omicidio di Pamela Mastropietro
Innocent Oseghale, accusato del brutale omicidio di Pamela Mastropietro

Il gip di Macerata, Giovanni Manzoni ha convalidato l’arresto di Innocent Oseghale, accusato di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere in relazione alla morte della 18enne Pamela Mastropietro, il cui cadavere fatto a pezzi è stato rinvenuto in due trolley nelle campagne di Pollenza. Per lui il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Il 29enne nigeriano, assisto dall’avvocato Monia Fabiani, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Gli indizi che inchiodano Innocent Oseghale, con precedenti per droga, sono i vestiti insanguinati di Pamela nella sua abitazione di via Spalato a Macerata, dove abitava da solo; le tracce ematiche sul balcone, due testimoni che lo hanno visto in compagnia della ragazza, nonché mentre abbandonava i due trolley contenenti il corpo fatto a pezzi a Pollenza.

Gli inquirenti sono al lavoro per rispondere a una serie di interrogativi rimasti senza risposta. Come è arrivata Pamela da Corridonia a Macerata? Come ha incontrato Oseghale? Ha comperato droga da lui? Ci sono dei complici? E soprattutto: come è morta? Le cause del decesso non sono state chiarite dall’autopsia, bisogna attendere i risultati degli esami tossicologici. Non ci sarebbero segni di violenza sessuale. Ma la giovane aveva acquistato una siringa e lo scontrino è stato trovato in casa di Oseghale.

Mentre la madre e i nonni di Pamela ne riconoscevano il corpo e i vestiti all’obitorio di Macerata, il nigeriano ha continuato a negare davanti ai carabinieri e al pm Stefania Ciccioli: “Non l’ho uccisa io”, ha ripetuto in modo sconnesso. Ha tirato in ballo altre persone, sentite dai militari del Comando Provinciale guidati da Michele Roberti, risultate poi estranee.

Innocent Oseghale, accusato del brutale omicidio di Pamela Mastropietro

Il nigeriano è richiedente asilo con carta di soggiorno scaduta nel 2017, ha una compagna e una figlia che non abitano con lui. Nella mansarda in affitto, non a suo nome, i carabinieri hanno trovato anche 70 grammi di hascish, ma non eroina. Nell’inchiesta però ci sono anche dei punti fermi: Pamela si è allontanata senza cellulare il 29 gennaio dalla comunità, il giorno seguente è stata ripresa da varie telecamere di sorveglianza a Macerata, ha fatto acquisti nella farmacia di via Spalato, dove è stata vista con il nigeriano.

La sera stessa Oseghale ha chiesto a un conoscente di accompagnarlo in auto ad abbandonare due trolley in campagna: solo il giorno successivo, con la scoperta del cadavere, il “tassista” si sarebbe reso conto di quello che era successo.

I carabinieri del Ris stanno ancora setacciando con il luminol l’appartamento. Anche per cercare gli attrezzi con i quali il corpo sarebbe stato fatto a pezzi. Nulla di elettrico o rumoroso: i vicini non hanno sentito nulla.