Macerata, Traini: “Ho sentito notizia di Pamela e non ci ho visto più”

L'attentatore si trova nello stesso carcere dov'è rinchiuso il nigeriano accusato del brutale omicidio della 18enne. Il movente è riconducibile a un raptus di "vendetta" contro gli immigrati

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L'Alfa 147 dell'attentatore di Macerata, Luca Traini, a lato
L’Alfa 147 dell’attentatore di Macerata, Luca Traini, a lato

“Ero in auto e stavo andando in palestra quando ho sentito per l’ennesima volta alla radio la storia di Pamela. Sono tornato indietro, ho aperto la cassaforte e ho preso la pistola”. Lo avrebbe raccontato Luca Traini agli investigatori che lo hanno fermato dopo che il 28enne ha seminato il terrore a Macerata, sparando dall’auto a chiunque distingueva come immigrato. Ne ha feriti sei.

Ora è nel carcere di Montacuto, con l’accusa di tentata strage aggravata da razzismo. Traini si trova nello stesso penitenziario dov’è rinchiuso il nigeriano ventinovenne Innocent Oseghale, presunto killer di Pamela Mastropietro, la diciottenne uccisa, fatta a pezzi e abbandonata in due trolley nelle campagne di Pollenza.

Il movente riconducibile alla ragazza uccisa e smembrata

Traini, secondo le sue dichiarazioni, ha chiarito il movente della sparatoria che è tutto riconducibile all’uccisione della ragazza romana per il cui omicidio è accusato il nigeriano richiedente asilo.

Dalla casa di Traini i carabinieri hanno sequestrato una copia del “Mein Kampf”, una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni riconducibili all’estrema destra. Gli investigatori hanno anche sequestrato i computer dell’uomo per verificare se vi siano elementi utili alle indagini. Traini nel 2017 era stato candidato con la Lega nord alle elezioni comunali di Corridonia, lista che racimolò meno di trecento voti, con lui che non si è nemmeno auto votato (zero voti).

Luca Traini
Luca Traini

Minniti: “Nessuno cavalchi l’odio”

Intanto, il ministro dell’Interno Marco Minniti, dopo che si è riacceso lo scontro politico tra i partiti in vista delle elezioni del 4 marzo, al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza di ieri ha richiamato tutti alla calma: “Nessuno cavalchi l’odio, la contrapposizione di fronte ad un fatto grave che poteva essere gravissimo”, ha detto il ministro sottolineando che si tratta di “una iniziativa criminale individuale”.

“Non c’è nulla al momento – ha spiegato – che faccia pensare ad una iniziativa organizzata” con altri. Il fatto è “inaccettabile perché in una democrazia non è consentito a nessuno di farsi giustizia da solo, anche se in questo caso non c’è nulla che possa richiamarci ad un’idea di giustizia”.

Cardinale Bassetti: “Fatto grave ingiustificabile, ma frutto di insicurezza e paura”

“L’episodio di Macerata è segno di un disagio sociale che nasce dall’insicurezza e dalla paura: non può trovare giustificazione alcuna, né essere sottovalutato nella sua oggettiva gravità”, ha affermato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, commentando al Sir la notizia degli spari esplosi da un’auto in corsa a Macerata.

Chi è Luca Traini

Luca Traini, da quanto emerge dalle cronache locali, era un disadattato con problemi psichiatrici e per questo era sotto cura da uno psicologo. Viveva in una stanza “tugurio” da quando si era lasciato con la fidanzata ed era cresciuto senza famiglia. Il padre lo abbandonò da piccolo mentre con la madre non avrebbe avuto un buon rapporto. Svolgeva lavoretti saltuari e frequentava di tanto in tanto una palestra. Ma qui, ha detto il proprietario del locale citato da Il Tempo, “aveva molti amici, anche di colore, con cui rideva e scherzava”.

“Ha frequentato la nostra sede per un po’ di tempo e non aveva mai manifestato opinioni razziste. Si è comportato correttamente dal primo all’ultimo giorno che lo abbiamo visto”, ha detto invece Maria Letizia Marino, segretaria Lega della provincia di Macerata, intervistata a Radio Capital.