Pamela, indagato un quarto nigeriano

Carlomagno Jeep agosto 18
Innocent Oseghale, accusato del brutale omicidio di Pamela Mastropietro
Innocent Oseghale, accusato del brutale omicidio di Pamela Mastropietro

Un altro indagato nigeriano, il quarto, è spuntato fuori oggi nell’inchiesta sulla morte di Pamela Mastropietro, forse in posizione più defilata rispetto agli altri tre, finiti tutti in carcere. In arrivo oggi un’altra serie di accertamenti tecnici per rilievi palmari e plantari dei sospetti e su altri 3-4 telefonini. Riserva almeno un colpo di scena al giorno l’inchiesta sulla fine della 18enne romana che forse avrebbe assunto eroina: per gli inquirenti sarebbe stata uccisa e smembrata in modo scientifico, quasi a mo’ di rituale, in un appartamento di via Spalato 124 a Macerata.

Sintomo che la ricostruzione dell’accaduto, delle responsabilità e delle prove, è ancora fluida. E che la svolta, questa è la sensazione, potrebbe arrivare dai risultati definitivi degli esami del Ris, non ancora completati su reperti biologici e impronte, dalla tracciatura telefonica di chiamate, ma anche social network e traffico internet, dalle risultanze degli esami tossicologici e da quelli medico legali che, per ora, sembrano indicare l’omicidio.

Il 31 gennaio, giorno in cui il cadavere smembrato venne trovato dentro due trolley a Pollenza, era stato arrestato Innocent Oseghale, 29 anni, per omicidio (accusa poi esclusa del gip), vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere. Sabato scorso il numero dei fermati per le stesse accuse più lo spaccio di droga, era salito a tre con Desmond Lucky, 22 anni, e Lucky Awelima, 27 anni, bloccato a Milano mentre andava in Svizzera: sugli questi ultimi due si pronuncerà oggi il gip Giovanni Maria Manzoni nell’udienza di convalida nel carcere di Montacuto ad Ancona. Il quarto uomo è stato sentito dagli investigatori tra venerdì e sabato.

E’ indagato a piede libero per sottoporlo a esami irripetibili, cioé rilievi palmari e plantari da incrociare con i rilievi del Ris, per setacciarne il telefono e tracciare la sua posizione il 30 gennaio quando la ragazza sarebbe stata uccisa. Oggi gli uomini del Ris sono tornati in via Spalato per altre cinque ore di rilievi su impronte e reperti. Nella casa, dove il cadavere sarebbe stato sezionato e lavato con la candeggina tanto da far sparire ogni traccia ematica e di urina, erano già stati trovati i vestiti di Pamela, sporchi di sangue, grossi coltelli da cucina, oltre a macchie di sangue in varie stanze e in balcone.

Ma per i risultati degli esami ci vorranno ancora giorni. Si arricchirà di altri 3-4 telefoni il numero di supporti che l’analista forense Luca Russo dovrà esaminare, tra i quali uno che apparterrebbe al quarto indagato. Completano il quadro, oggi, altri rilievi plantari e palmari, oltre all’esame dell’auto del camerunense, estraneo ai fatti, a cui Oseghale chiese un passaggio per trasportare i trolley. Tutti gli indagati, in base della cella telefonica agganciata, sarebbero stati collocati in via Spalato nelle ore incriminate. Gli indagati avrebbero avuto contatti tra loro: Innocent e Desmond, dalla stessa cella, si sarebbero sentiti 17 volte dalle 11:52 alle 16:10. Per le difese, parlavano di scommesse sportive. Ma per l’accusa sono stati visti comprare candeggina, con cui è stata ripulita la casa di via Spalato 124.

Sul ruolo di Awelima, scomparso per giorni dai radar dei carabinieri ma presente nella rubrica di Innocent, il mistero resta fitto. E il quarto indagato, potrebbe precederne altri con competenze specifiche per smembrare un corpo in quel modo? L’analisi dell’intensità del segnale carpito dai telefoni e la mappatura del percorso di geolocalizzazione dei vari applicativi (Facebook, google Maps e così via) potrebbero fornire certezze. Il tutto mentre il movente del delitto rimane ancora completamente oscuro.