Acireale, corruzione e appalti truccati. Ecco l’inchiesta su Barbagallo

Carlomagno campagna novembre 2018

arresti Acireale BarbagalloSu richiesta della Procura distrettuale antimafia di Catania, i Finanzieri del Comando Provinciale hanno eseguito un’ordinanza del gip che ha disposto misure cautelari coercitive nei confronti di otto persone, tra cui il Sindaco di Acireale, un membro della giunta comunale e due dipendenti pubblici in servizio presso il Comune di Acireale.

L’operazione “Sibilla”, iniziata nel 2017 e condotta dalla Tenenza di Acireale sotto la direzione della procura etnea, ha portato alla luce 4 diversi episodi di corruzione e turbativa d’asta nella gestione della cosa pubblica.

Un grave episodio di corruzione ha visto coinvolto il Sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, il quale, per favorire la campagna elettorale del suo referente politico, ha spinto due piccoli imprenditori della città a promettergli il voto, con l’ausilio di un Luogotenente della polizia locale, Nicolò Urso.

Nel dettaglio, il Sindaco ha disposto al Luogotenente di avviare controlli amministrativi nei confronti degli imprenditori al fine di indurli, per evitare la sanzione, ad avvicinarlo. Nella circostanza gli avrebbe chiesto il sostegno elettorale (“maggiuva ‘na cosa elettorale!…(trad.: mi serve una cosa elettorale) dui gemellini….’ca cianu ‘u camiun posteggiato a via …” (trad: i due gemellini che hanno il camion posteggiato alla via ….); ci po iri pì ‘mpocu spagnarici…(trad: ci puoi andare per farli spaventare)…accussì mi venunu a ciccari ..(trad: così mi vengono a cercare).

Sulla base di queste evidenze, riconducibili al reato di induzione alla corruzione il Gip ha ordinato la traduzione in carcere del Sindaco Barbagallo, nonché la consulente del Coni Anna Maria Sapienza; Giovanni Barbagallo, direttore area tecnica di Acireale; Salvatore Di Stefano, capo del settore Protezione civile; Salvatore Leonardi, consulente della “San Sebastiano Srl”. Agli arresti domiciliari Nicolò Urso, luogotenente della Polizia municipale di Acireale; l’ingegnere Ferdinando Maria Garilli e Angelo La Spina, della “San Sebastiano Srl”.

Altro episodio contestato riguarda la realizzazione dell’ampliamento del cimitero comunale di Acireale, opera pubblica affidata alla ATI (Associazione Temporanea di Imprese) San Sebastiano s.r.l., con sede a Ravenna.

Durante la fase terminale dei lavori, il Responsabile della Protezione civile del Comune di Acireale, Salvatore Di Stefano, ha curato il collaudo dell’opera, attestando che l’intervento era stato eseguito a regola d’arte. Tuttavia, nella certificazione redatta dal citato dirigente, sono state indicate operazioni di verifica strutturale presso il cimitero in realtà mai effettuate: anzi, dalle indagini è emerso che i quattro verbali di sopralluogo sono tutti stati predisposti nel momento finale della stesura del collaudo dal referente in loco dell’impresa costruttrice, Salvatore Leonardi, con l’ausilio del consulente tecnico dell’impresa stessa, Angelo La Spina.

E’ proprio Di Stefano che, sugli accordi con Leonardi, afferma: “già ce l’ho tutto impostato…dobbiamo aggiungere almeno tre quattro verbali di sopralluogo… li sta preparando perché io non so le date..li sta preparando lui”. Per il collaudo, il funzionario pubblico ha fatturato alla società 6.600 € a titolo di “compenso professionale”, sebbene la legge preveda che al collaudatore sia corrisposta solo una indennità in busta paga, proprio al fine di evitare inopportuni contatti con il privato. La somma ricevuta è stata dunque qualificata come “tangente” per la buona riuscita delle operazioni di verifica. Condividendo l’ipotesi formulata da questa Procura, il Gip ha ordinato la traduzione in carcere del citato Dirigente pubblico, Salvatore Di Stefano, e del referente dell’ATI, Salvatore Leonardi, nonché la misura degli arresti domiciliari per il consulente tecnico Angelo La Spina.

Infine, le indagini hanno avuto ad oggetto alcuni incarichi professionali relativi alla progettazione di impianti sportivi affidati illecitamente dai Comuni di Acireale (Catania) e Malvagna (Messina) al consulente locale del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), Anna Maria Sapienza, e ad un ingegnere catanese, Ferdinando Garilli, sottoposti l’una a custodia cautelare in carcere, l’altro agli arresti domiciliari, per l’ipotesi di reato di Turbata libertà degli incanti.

La Sapienza in seno al citato Comitato ricopre un ruolo istituzionale di referente per gli Enti locali della Sicilia Orientale che intendono richiedere erogazioni pubbliche a favore dello sport: in particolare, esprime un parere tecnico vincolante sulle proposte che le vengono presentate, per poi inoltrarle alla sede romana del Comitato ai fini dell’erogazione del finanziamento.

Tra le proposte validate nel 2017, rientrano anche quelle relative alla riqualificazione della pista di atletica presso il centro sportivo “Tupparello” di Acireale e del campo di calcio di Malvagna. In entrambi i casi, la Sapienza, in cambio del parere favorevole, ha ottenuto, per il collega Ferdinando Garilli e per sè, l’incarico di redigere il progetto dei medesimi impianti sportivi, retribuito con un compenso rispettivamente di 5.000 e di 14.300 euro, e attribuito con una finta gara al massimo ribasso.

Per dare, infatti, una parvenza di liceità agli affidamenti e risultare formalmente in regola con le prescrizioni dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), i dirigenti degli Uffici Tecnici dei Comuni di Acireale (Giovanni Barbagallo, sottoposto a custodia cautelare in carcere) e di Malvagna (indagato che verrà sottoposto a interrogatorio ai fini della valutazione sull’applicazione della misura dell’interdizione dal Pubblico Ufficio), di concerto con la Sapienza, hanno finto una ricerca di mercato, inviando richieste di offerta, oltre che al vincitore già prestabilito, ad altri due professionisti di fiducia, già istruiti “a tavolino” sulla percentuale di ribasso da indicare nelle risposte.

Nella gestione degli affidamenti, la Sapienza ha invero agito da vero e proprio organo decisorio, come si evince dalle parole rivolte a Garilli: “Lo vuoi un incarico per un progetto esecutivo di una pista di atletica leggera? Cinquemila euro?” . Nel caso di Malvagna (ME), per garantire al collega un compenso anche nell’ambito di quel progetto, ha ottenuto dal dirigente dell’Ufficio Tecnico la previsione di un ruolo ad hoc da affidargli, quello di Assistente al RUP (Responsabile Unico del Procedimento) che, per legge, dovrebbe essere nominato solo in caso di carenza di organico della stazione appaltante; al dubbio se le somme siano o meno previste nei capitoli di spesa del progetto, ha poi insistito: “no, per l’assistenza al rup no, però li possiamo trovare nelle somme a disposizione, duemila euro i truvamu”.

Peraltro, i predetti (Sapienza e Garilli) hanno usato assoluta sufficienza nelle previsioni di spesa del denaro pubblico anche nella redazione successiva dei citati progetti, suscitando

la perplessità di chi, presso il Coni, era preposto a corrispondere il finanziamento: “fai conto la membrana del rifacimento della pista non mi può costare tre volte quello che io pago da un’altra parte quindi io vi invito a rivedere questi prezzi”.