Dramma a Cisterna di Latina, Capasso ha ucciso le figlie mentre dormivano

Sconvolgente epilogo nel Lazio dove l'appuntato dell'Arma ha prima sparato alla moglie, ferendola gravemente, e poi si è barricato in casa con le figlie piccole. Senza successo la trattativa

Carlomagno campagna ottobre 2018
Nella foto a sinistra Antonietta Gargiulo con le sue figlie e a destra Luigi Capasso
Nella foto a sinistra Antonietta Gargiulo con le sue figlie e a destra Luigi Capasso (combo da Fb)

Ha ucciso le figlie mentre ancora dormivano e poi si è suicidato, dopo aver prima ridotto in fin di vita la moglie. E’ questo il drammatico epilogo a Cisterna di Latina, dove un appuntato scelto dei carabinieri in servizio a Velletri, Luigi Capasso, ha posto fine alla vita delle sue bambine di 13 e 8 anni e poi si è ucciso con la sua pistola d’ordinanza.

A nulla sono valse ore e ore di mediazione coi negoziatori dell’Arma che sono giunti sul posto dopo che l’uomo, una volta tentato di uccidere a colpi di pistola la moglie 39enne, Antonietta Gargiulo, si è barricato in casa con le figlie della coppia, che solo dopo si scoprirà che le aveva già uccise nel sonno.

Una trattativa serrata per farlo desistere dal compiere un massacro, ma purtroppo senza successo. Probabilmente Capasso, napoletano di origine, aveva già deciso la “soluzione finale” per la sua famiglia, pare originata dalla separazione coniugale in corso.

Il dramma è iniziato all’alba nel garage di casa dove la donna viveva sola con le figlie di entrambi. Lui, sapendo che al mattino presto la moglie doveva andare al lavoro presso uno stabilimento del luogo, l’ha raggiunta sotto casa. I vicini hanno udito un litigio, le urla. Verso le 5.20 Capasso spara alla moglie sulla rampa del garage e le sottrae la borsa con all’interno le chiavi di casa. Entrato nell’abitazione è andato nelle camerette delle figlie e le ha uccise.

Antonietta Gargiulo resiste a terra sanguinante e riesce a far chiamare aiuto. Arrivano i soccorritori che la trasportano in fin di vita al San Camillo. Più tardi giungono anche i negoziatori professionisti: personale dell’Arma specializzato a trattare casi del genere.

In mattinata il comandante dei carabinieri di Latina Gabriele Vitagliano, traccia ciò che era nell’aria: “Temiamo il peggio”. Infatti le figlie erano già morte da molte ore quando si trattava. Secondo la ricostruzione dell’Arma, le ha uccise mentre stavano ancora dormendo, ma nessuno poteva saperlo. E’ stato lui durante le drammatiche ore di mediazione a farfugliare che erano già morte.

Ignari della tragedia già consumatasi all’interno, i mediatori si affacciano sul balcone dell’appartamento accanto. Tentato disperatamente di convincerlo a rilasciare almeno le bambine, del tutto estranee alle liti tra i genitori. Dopo un po’, lui rientra. I colleghi tentano nuovi approcci da fuori e da dietro la porta di ingresso, ma niente. Capasso non risponde più.

Dopo un lunghissimo silenzio, i negoziatori sentono un rimbombo cupo: un solo colpo. Ed è lì che intuiscono del suicidio dell’uomo. A quel punto decidono di sfondare la porta e all’interno scoprono i corpi senza vita delle piccole e dell’uomo. Le povere bambine erano senza vita nelle loro stanzette da letto, lui nel soggiorno. E’ la fine, purtroppo drammatica, di una triste storia che ha sconvolto tutto il Paese Italia.

Non è ancora chiaro il vero movente del massacro. Al momento pare che l’uomo non abbia lasciato nessun messaggio per spiegare il gesto. Potrebbe essere stata la separazione dalla moglie a far scoccare la furia omicida. Forse perché non riusciva a sopportare lo sgretolamento della famiglia che  entrambi, con sacrifici, avevano formato.

Toccante l’immagine postata qualche tempo addietro sul suo profilo Fb in cui appare una foto che rappresenta tutto l’amore per le figlie: “L’orgoglioso papà di 2 bambine meravigliose”. Stesso amore per le bambine nutrito dalla moglie, che in molte foto appare insieme al marito sorridente e apparentemente felice.