19 Aprile 2024

Precipita nel Mediterraneo elicottero della Marina, un morto

In salvo altri 4 componenti. Il velivolo era impegnato in "Mare sicuro", l'operazione per contrastare la minaccia terroristica e il traffico di esseri umani

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elicottero marina militare
Un elicottero impegnato nell’operazione “Mare sicuro” (Ministero della Difesa)

Un elicottero della Marina militare italiana impegnato nell’operazione “Mare sicuro” è caduto in mare, nel Mediterraneo centrale, durante un’esercitazione notturna con cinque persone a bordo. Uno dei componenti dell’equipaggio è morto nell’ammaraggio mentre altri quattro sono stati tratti in salvo.

L’elicottero, riferiscono dal ministero della Difesa, era imbarcato sulla nave Borsini, unità della Marina impegnata nell’operazione “Mare Sicuro” nel Mediterraneo. Durante una “attività addestrativa notturna programmata” è caduto in mare, per cause ancora sconosciute.

Le attività di soccorso per il recupero dell’equipaggio “sono scattate con immediatezza – sottolinea ancora lo Stato maggiore della Difesa – e sono stati prontamente recuperati gli uomini a bordo. Sono in corso gli accertamenti per stabilire i motivi dell’incidente.

Che cos’è l’operazione “Mare sicuro”

A seguito dell’aggravarsi della minaccia terroristica, si è reso necessario un potenziamento del Dispositivo aeronavale dispiegato nel Mediterraneo centrale, al fine di tutelare i molteplici interessi nazionali, oggi esposti a crescenti rischi determinati dalla presenza di entità estremiste, e assicurare coerenti livelli di sicurezza marittima.

Dal 12 marzo 2015, è stato schierato un Dispositivo aeronavale con il compito di svolgere, in applicazione della legislazione nazionale e degli accordi internazionali vigenti, attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale.

L’operazione vede l’impiego integrato di assetti della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare, ed è stata denominata “Mare Sicuro”.

Il Dispositivo opera in area di mare di circa 160.000 km quadrati, situata nel Mediterraneo centrale e prospiciente le coste libiche.

La missione è, in sintesi, la trasposizione in mare di quanto viene fatto sul suolo nazionale dalle Forze Armate in relazione all’operazione “Strade Sicure”.

A seguito di una formale richiesta avanzata dal Governo di Accordo Nazionale libico, con lettera del Presidente Al Serraj al Presidente del Consiglio Gentiloni del 23 luglio 2017, e dopo il voto favorevole del Parlamento, dal 2 agosto 2017, il Governo ha disposto l’estensione dell’area di operazioni di “Mare Sicuro” anche alle acque territoriali libiche, al fine di poter svolgere attività di supporto e di sostegno alla Guardia Costiera e alla Marina Militare libiche nel contrasto ai traffici marittimi illeciti, qualora chiesto dalla controparte libica.

Dal 2 agosto 2017, l’Operazione “Mare Sicuro” è chiamata anche a fornire, su richiesta della controparte, attività di supporto e di sostegno alla Guardia Costiera e alla Marina Militare libiche nel contrasto ai traffici marittimi illeciti, con particolare riferimento a quelli di esseri umani. I nuovi compiti vengono altresì integrati da quello di garantire la protezione delle unità navali libiche, quando queste operano nella zona propria SAR, da possibili azioni ostili delle organizzazioni criminali.


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