Appalti truccati: arrestate 9 persone, tra cui sindaco

Carlomagno Faro istituzionale

Roma, sequestrati beni per tre milioni ad Angelo CasamonicaI carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania (Salerno), diretti dal capitano Mennato Malgieri hanno arrestato 9 persone: tra loro il sindaco del Comune di San Mauro Cilento – piccolo comune dell’area cilentana, di 890 abitanti – Carlo Pisacane, due assessori comunali, due consiglieri, il segretario comunale, i responsabili dell’ufficio tecnico e dell’ufficio di Ragioneria e l’amministratore di una ditta di smaltimento rifiuti. Si trovano tutti ai domiciliari.

I reati contestati sono: corruzione, concussione, abuso d’atti d’ufficio, falsità ideologica, gare d’appalto con procedure per l’affidamento truccate. Si tratta di funzionari del comune e un imprenditore. Per tutti gli indagati sono stati disposti i domiciliari.

La misura è stata disposta nei confronti del Sindaco e del vice Sindaco, nonché di un Assessore, di due consiglieri comunali, del segretario comunale e dei funzionari responsabili dell’Ufficio Tecnico e dell’Ufficio Ragioneria del Comune e dell’amministratore di una ditta di trasporti operante nel settore della raccolta dei rifiuti.

I provvedimenti adottati scaturiscono da una complessa attività d’indagine avviata nel gennaio del 2016 e condotta dalla Stazione dei Carabinieri di Pollica anche attraverso attività tecniche e intercettazioni.

La vicenda processuale è scaturita dalla denuncia del Presidente di una cooperativa del luogo che ha dichiarato di avere subito pressioni da parte Sindaco e del Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune. Dette “pressioni” — secondo quanto emerge – avvennero alla fine del 2014 e furono poste in essere al fine di costringere la donna a rinunciare al servizio di trasporto scolastico, già in precedenza affidato alla cooperativa da lei presieduta, allo scopo di favorire una ditta diversa, a cui l’incarico venne successivamente assegnato mediante una illecita procedura di affidamento diretto dei servizio.

Una volta riscontrata la natura illecita della citata vicenda, le indagini sono state estese anche ad altri settori dell’attività dell’Ente, consentendo di disvelare un quadro di gestione familistico-clientelare della cosa pubblica da parte dei predetti pubblici amministratori e funzionari, attraverso la sistematica violazione delle norme giuridiche che governano la gestione degli appalti e l’assegnazione degli incarichi e dei pubblici servizi.

In particolare, – spiega la procura – oltre all’affidamento del servizio di trasporto scolastico, le vicende illecite emerse dalle indagini riguardano l’affidamento del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, l’acquisto di una macchina operatrice “puliscispiaggia”, l’affidamento del servizio di “ludoteca comunale” e ulteriori vicende relative alla nomina e all’assunzione di personale tecnico.

“Particolarmente grave, secondo l’accusa, è la vicenda concernente l’affidamento del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, laddove viene in particolare contestato al sindaco e ad un consigliere comunale di avere previamente concordato con l’imprenditore affidatario del servizio, modalità, condizioni economiche e termini dell’affidamento del servizio stesso dietro promessa – poi mantenuta – dell’assunzione di personale presso la ditta affidataria”