Spariti 50 clandestini della Diciotti, Salvini: “Ma non li avevo sequestrati?”

"Irrintracciabili", spiega il Viminale. Appare certo un appoggio esterno. Sistemi di sicurezza allertati per rintracciarli. Sottosegretari: "E' la prova che non sempre scappano da fame e guerra"

Carlomagno Panda Settembre 2018

migranti Rocca di PapaUna cinquantina di migranti che erano in gruppo coi 148 clandestini sbarcati dalla nave Diciotti a Catania, poi in parte trasferiti in un centro di accoglienza di Rocca di Papa (Roma), sono spariti nel nulla. A renderlo noto il ministero dell’Interno.

I migranti si sono allontanati volontariamente e risultano irreperibili, non è chiaro se aiutati da qualcuno all’esterno dal momento che non conoscono né lingua né sanno muoversi nel nostro paese. Erano stati tutti identificati con rilievi fotodattiloscopici e inseriti in un sistema digitale europeo, fa sapere ancora il Viminale, segnalando che sono in corso altre verifiche sul numero esatto delle persone “irrintracciabili”.

E’ verosimile che il gruppo possa essere più consistente. Controlli anche sulla nazionalità di chi si è allontanato: almeno in 6 provengono dalle Isole Comore, nel sud est del continente africano, a oltre 7 mila chilometri dal punto di approdo sulle coste in Libia.

I migranti si erano limitati a “manifestare l’interesse per formalizzare la domanda d’asilo”, precisa il Viminale, ma poi hanno deciso di andarsene dal centro dei Castelli romani per chissà quale destinazione. Allertati sistemi di sicurezza nazionale per rintracciare gli extracomunitari.

Salvini: “Ma non li avevo sequestrati?” – “Più di 50 degli immigrati sbarcati dalla Diciotti erano così “bisognosi” di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! Ma come, non li avevo sequestrati? È l’ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono “scheletrini che scappano dalla guerra e dalla fame”. Lavorerò ancora di più per cambiare leggi sbagliate e azzerare gli arrivi”, afferma il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Sottosegretari Viminale: “E’ la prova che non sempre scappano da fame e guerra – “Per la legge – spiegano i sottosegretari all’Interno, Stefano Candiani e Nicola Molteni – queste persone hanno libertà di movimento e quindi non sono sottoposte alla sorveglianza dello Stato. Erano così disperate che hanno preferito rinunciare a vitto e alloggio garantiti per andare chissà dove. È l’ennesima prova che chi sbarca in Italia non sempre scappa dalla fame e dalla guerra, nonostante le bugie della sinistra e di chi usa gli immigrati per fare business”.