La Fao decreta suo fallimento: “Cresce fame nel mondo”, ma aumenta loro businnes

Quelli che dovrebbero impedire che i bambini muoiano di fame, stilano un rapporto allucinante dando le colpe al meteo. Ma intanto loro banchettano alla grande.

Black Friday Carlomagno novembre 2018

fame nel mondo“Se controlli il petrolio, controlli le nazioni, se controlli gli alimenti, controlli i popoli”, diceva Henry Kissinger, nominato addirittura premio nobel per la pace nei primi anni ’70. E così, i suoi adepti, nei paesi del terzo e quarto mondo hanno seguito alla lettera i suoi “insegnamenti”, devastando interi territori, uccidendo intere tribù e tirando su profitti da capogiro.

Per l’olio nero hanno fatto carneficine; al fine di controllare i territori dell’Africa e non solo hanno desertificato terre ricche di materie prime e per contenere la fame dei bambini hanno somministrato loro colla per falegnami, così per frenare lo stimolo e non farli piangere.

Tutto sempre sotto il silenzio totale del carrozzone planetario delle Nazioni Unite, organismo elefantiaco che si rivela sempre più inutile, dannoso quanto costosissimo. La Fao, sotto organismo dell’Onu, dovrebbe prendersi cura degli affamati nel mondo e si è invece dimostrata negli anni, a furia di gran Galà, essere quella ha sempre avuto un solo interesse: elargire consulenze d’oro, arricchirsi e banchettare di lusso sfruttando la fame di milioni di bambini nei paesi sottosviluppati.

Ergo, si moriva decenni fa e si muore ancora oggi di fame. Il paradosso è che l’inutile Onu, la stessa che ha avvertito per l’inesistente rischio razzismo in Italia, ha emesso il suo bollettino: “La fame nel mondo cresce: nel 2017 il numero di persone denutrite è aumentato toccando 821 milioni di persone, circa una su nove, tornando ai livelli di quasi dieci anni fa”.

Lo rivela il nuovo rapporto “Lo stato di sicurezza alimentare e nutrizione nel mondo”, presentato dalle agenzie delle Nazioni Unite, Fao, Ifad, Pam Unicef e Oms. “Si registrano incrementi in quasi tutte le sotto regioni dell’Africa, così come in Sud America; situazione stabile invece nella maggior parte delle regioni dell’Asia”.

“Sono stati fatti passi avanti per sconfiggere la denutrizione dei bambini, ma non sono comunque sufficienti: circa 151 milioni di piccoli sotto i cinque anni, il 22% nel mondo, sono affetti da arresto della crescita per denutrizione”.

In sostanza, spendiamo centinaio di milioni di euro l’anno (miliardi da quando è stata fondata la Fao) per mantenere una inutile pletora a palazzo di Vetro, che stila rapporti e organizza grandi cenoni in cui siede una cerchia ristretta di assistiti.

Udite udite: La colpa della fame nel mondo è del meteo – “Tra le cause principali dell’aumento della fame, il rapporto indica la variabilità climatica caratterizzata da eventi estremi, i conflitti e i rallentamenti economici”. “E sarebbe il cambiamento climatico, in particolare, secondo il rapporto della Fao, “a minare la produzione di cibo in alcune regioni dove, senza interventi specifici e in vista di un costante innalzamento della temperatura, si prevede un rapido peggioramento”.

Secondo il rapporto, udite ancora, “per sradicare la fame occorre intraprendere urgentemente più azioni entro il 2030 (quindi ancora soldi per la pletora) per raggiunge l’obiettivo di sviluppo sostenibile della fame zero”. C’è da chiedersi: è finora, in tutti questi anni, cosa hanno fatto alla Fao e all’Onu?

“Questo – conclude il documento – include azioni concrete e costanti per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza delle popolazioni al cambiamento del clima”.

Il provvedimento più urgente da adottare è invece il loro scioglimento immediato per impedire che lestofanti e corrotti mangino ancora a sbafo sulla pelle dei bambini che purtroppo muoiono ancora di fame. Come quello dei migranti occorre dire basta al businnes della Fao!