Colpo al clan Spada, sequestrati beni per 19 milioni di euro

Carlomagno campagna Jeep Compass dicembre 2018

guardia di finanza roma clan spadaMilitari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito cinque decreti di sequestro di beni, emessi dalla Sezione misure di prevenzione del locale Tribunale su richiesta della Dda capitolina nei confronti di altrettanti esponenti di spicco del clan mafioso Spada, per un valore complessivo pari a quasi 19 milioni di euro. L’operazione è stata denominata in codice “Apogeo”

“La Guardia di finanza ha sequestrato beni per 19 milioni al clan Spada. Grazie: notizie come questa fanno cominciare bene la giornata!”, ha scritto sui social il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Gli approfondimenti economico-patrimoniali condotti nei confronti del capoclan Carmine Spada alias “Romoletto” di 51 anni, nonché di Ottavio Spada (55), Armando Spada (51), Roberto Spada (43) e Claudio Galatioto (67), sono state avviate – spiegano gli investigatori -, dalle operazioni di polizia “Eclissi” e “Sub Urbe”, nel cui contesto è stata documentata l’operatività del sodalizio nel territorio lidense, identificandone i “capi” e raccogliendo rilevanti fonti di prova in ordine al sistematico esercizio dell’intimidazione, all’esazione del “pizzo” e alla commissione di plurimi fatti di estorsione, usura, traffico di droga e fittizia intestazione di beni, quest’ultima strumentale al controllo di molteplici attività economiche nei più disparati settori commerciali.

Il carattere mafioso dell’organizzazione è stato recentemente confermato dalla Corte di Cassazione in sede di pronuncia sul ricorso avverso un provvedimento del Tribunale del Riesame relativo alla nota aggressione perpetrata da Roberto Spada, nel novembre del 2017, ai danni di una troupe della Rai nei pressi della palestra Femus Boxe di Ostia (oggi sottoposta a sequestro), di proprietà dello stesso aggressore.

L’associazione capeggiata da “Romoletto”, per lungo tempo “gregaria” della consorteria dei Fasciani, ha prepotentemente affermato la propria egemonia territoriale nell’area del litorale romano all’indomani delle operazioni “Nuova Albae “Tramonto– che hanno smantellato quel sodalizio – mantenendo, tuttavia, solide relazioni con esponenti di spicco del predetto gruppo malavitoso, al quale gli “alleati” Spada hanno destinato parte dei loro introiti per il sostentamento del boss Carmine Fasciani, attualmente detenuto.

Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle – basati anche sull’apporto dichiarativo di alcuni collaboratori di giustizia – è emerso che i vertici del clan, oltre a palesare un tenore di vita del tutto incoerente rispetto alle loro capacità reddituali, hanno “inquinato” l’economia legale ostiense, reimpiegando i profitti delle reiterate condotte illecite attraverso la costituzione, tramite compiacenti “prestanome”, di una serie di imprese (bar, sale slot, distributori di carburante, concessionarie di auto, ecc.) e associazioni sportive dilettantistiche utilizzate per la gestione di palestre e scuole di danza.

Accogliendo gli esiti investigativi, il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro dei seguenti beni, riconducibili ai soggetti anche se in gran parte intestati ad altre 47 persone (familiari e terzi), apparentemente estranee al contesto criminale.

Sigilli al patrimonio aziendale e relativi beni di 18 società e 4 ditte individuali, nonché il 40% del capitale sociale di un’ulteriore società, operanti nei settori “bar e somministrazione di alimenti e bevande”, “panificazione”, “commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri”, “costruzioni edifici residenziali e non”, “vendita al dettaglio di carburanti”, “sale giochi e biliardi”, site a Roma (per lo più a Ostia) e in provincia di Frosinone;

Sequestrati i beni di 6 associazioni sportive o culturali, ubicate a Ostia; 4 immobili, siti a Roma e Ardea (RM); 15 autoveicoli e un motoveicolo, nonché rapporti bancari assicurativi e azioni. Il tutto per un valore stimato di circa 19 milioni.