Strage a Casteldaccia, sindaco: “Villa era abusiva”. Aperta un’inchiesta

Black Friday Carlomagno novembre 2018

villa Casteldaccia palermo fiume “La casa travolta dal fiume era abusiva e pendeva dal 2018 un ordine di demolizione del Comune che è stato impugnato dai proprietari dell’immobile davanti al Tar. Da quanto ci risulta ancora il tribunale amministrativo non ha provveduto, per cui la demolizione non è stata possibile”. Lo dice il sindaco di Castedaccia Giovanni Di Giacinto in merito all’immobile travolto dalla piena del fiume in cui sono morte 9 persone nel palermitano.

Intanto, è stata aperta un’inchiesta sulla tragedia. “Ho visto un disastro totale”, ha detto il procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, che ha sorvolato in elicottero la zona di Casteldaccia. Cartosio ha aperto un’inchiesta, l’ipotesi di reato non è stata ancora definita. “Stiamo valutando”, ha detto il procuratore.

Quello di oggi è bilancio più grave nel Palermitano, dove oggi e domani è stato dichiarato il lutto cittadino. La furia dell’acqua ha cancellato due famiglie, i cui componenti si erano riuniti sabato per passare la serata insieme in una villetta situata a Casteldaccia, località a una quindicina di km a est di Palermo. L’edificio è stato sommerso dall’acqua e dal fango del fiume Milicia, ingrossato dalle piogge di ieri e le nove persone all’interno sono annegate. Tra i morti anche due bambini, di uno e tre anni.

Sotto accusa c’è l’abusivismo: baracche costruite alla bene e meglio, villette adiacenti alla piana dove scorreva il fiume Milicia senza argini o mura di contenimento: è questa la zona, visitata dall’Ansa, dove è avvenuta la strage del maltempo a Casteldaccia. La casa dove sono morte 9 persone è a meno di 300 metri dal normale corso del fiume Milicia quasi sotto ai piloni dell’autostrada e vicino vi sono baracche di legno e lamiera e qualche prefabbricato.

Un centinaio di metri più avanti c’è la casa di riposo Martina. A questo piccolo agglomerato edilizio si accede da una stradella, che permette solo il passaggio di un’automobile, che parte dalla strada statale 113 dopo Casteldaccia e prima di Altavilla Milicia.

Il fiume segna il confine tra i due comuni. A destra del Milicia si apre un pianoro dove vi sono agrumeti e anche qualche abitazione: anche queste sono state rovinate dalla piena. Questo appezzamento di terreno termina dove si erge una falesia: sotto la montagnola si trovava la villetta che è stata devastata dall’acqua. Gli abitanti della zona dicono che raramente il fiume ingrossato formava fango ma mai era avvenuto un allagamento impetuoso come quello di ieri sera.