Cattura Battisti, Mattarella soddisfatto: “Venga consegnato all’Italia”

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Cesare Battisti
Cesare Battisti in una foto pubblicata da “O Globo”

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso la sua soddisfazione per l’arresto in Bolivia del latitante ed ex terrorista Cesare Battisti.

“Mattarella – è scritto in una nota del Quirinale –si augura che Battisti venga prontamente consegnato alla giustizia italiana, affinché sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia e che lo stesso avvenga per tutti i latitanti fuggiti all’estero”, conclude la nota del Colle.

L’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac) è stato catturato sabato pomeriggio a Santa Cruz, in Bolivia, al termine di una incessante caccia all’uomo dell’Interpol che lo aveva individuato, su input della Polizia milanese, nel paese sud-americano in cui era fuggito a seguito dell’ordine di cattura emesso dal tribunale brasiliano.

Cesare Battisti è un “delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia ma di finire i suoi giorni in galera”, ha affermato il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini postando sui social una foto di Battisti sovrastata dalla scritta “la pacchia è finita”.

Conte, finalmente giustizia per le famiglie – “Le famiglie Santoro, Torregiani, Sabbadin, Campagna potranno finalmente ottenere giustizia. La cattura e l’espulsione di Cesare Battisti sono un risultato atteso da oltre quarant’anni, che dovevamo soprattutto a loro, come pure alle altre vittime delle sue azioni criminali”. Lo scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Facebook, commentando la cattura in Bolivia di Battisti.

“Lo sforzo corale e perseverante dei nostri servizi di intelligence, delle nostre forze di polizia e dell’Interpol, la collaborazione delle Autorità brasiliane e boliviane e la determinazione di questo Governo stanno per essere finalmente premiati”, aggiunge.

Le foto segnaletiche di Battisti
Le foto segnaletiche di Battisti (Ansa/Oglobo)

“Un nostro aereo è in viaggio per la Bolivia dove atterrerà verso le ore 17 (ora italiana), con l’obiettivo di prendere in consegna Battisti e riportarlo in Italia. Ad attenderlo qui da noi ci saranno le nostre carceri affinché possa espiare le condanne all’ergastolo che i tribunali italiani gli hanno inflitto a suo tempo con sentenze passate in giudicato, non certo a causa delle sue idee politiche, bensì per i quattro delitti commessi e per i vari reati connessi alla lotta armata e al terrorismo”, sottolinea il premier.

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che aveva promesso l’estradizione una volta insediato alla presidenza del Brasile, si è congratulato con le autorità di polizia per l’arresto di Cesare Battisti.

“Congratulazioni a chi ha catturato il terrorista Cesare Battisti”, ha scritto su Tw il presidente poche ore dopo l’annuncio della cattura del latitante sabato a Santa Cruz de la Sierra.

“Finalmente la giustizia sarà applicata al pluriomicida italiano e al partner ideologico di uno dei governi più corrotti che siano esistiti nel mondo (PT)”, ha proseguito Bolsonaro, riferendosi al partito di Lula, l’ex presidente brasiliano condannato per corruzione, che aveva protetto Battisti, negando l’estradizione e conferendogli anzi lo status di rifugiato politico.

Ministeri Brasile, “Stiamo lavorando a estradizione” – Con l’arresto di Cesare Battisti da parte dell’Interpol, a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, “il Ministero della Giustizia e della Pubblica Sicurezza e il Ministero degli Affari Esteri (del Brasile) stanno prendendo tutte le misure necessarie, in cooperazione con il governo boliviano e il governo d’Italia, per ottemperare all’estradizione di Battisti e alla sua resa alle autorità italiane”, fanno sapere i due ministeri brasiliani in una dichiarazione.

Seconda cattura di Battisti legata alla Bolivia – Nell’ottobre del 2017, Battisti fu già arrestato al confine, quando in un taxi boliviano cercò di attraversare il paese. Poi è stato indagato per evasione valutaria, a causa di circa 5mila euro che aveva con sé e non aveva dichiarato. In seguito fu liberato.