Osservatorio sui migranti: “Naufragio con 117 morti”, ma sembra una bufala

In mare non c'è traccia di corpi e del gommone. La news presente solo in Italia, assente sui media internazionali. Eppure la presunta ecatombe dovrebbe essere una news da prima

Carlomagno campagna Fiat febbraio 2019
Naufragio nel Mediterraneo
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Un sospetto naufragio di migranti si sarebbe verificato venerdì a largo delle coste della Libia. A darne notizia l’Osservatorio internazionale sui migranti, ampiamente ripresa in Italia. Nel naufragio, secondo molte testate italiane, sarebbero annegate circa 117 persone tra cui donne e bambini. Una presunta ecatombe, una velina data in pasto ai media del nostro paese.

Sarebbero state tre persone a bordo del gommone, “salvate in mare”, a raccontare che sul natante partito da Tripoli c’erano 120 migranti diretti non si sa dove, poi sgonfiatosi in mare aperto. La Guardia costiera italiana, ha tuttavia sorvolato l’area indicata, col supporto dei colleghi libici, senza trovare nessun corpo galleggiare nè alcuna traccia del gommone.

La notizia non trova al momento conferma nemmeno su altri media internazionali e mediorientali, sia in lingua araba che in inglese, che non riportano nulla del presunto naufragio che per dimensioni (si sarebbe davanti a una ecatombe), meritava la “prima”. Sui più autorevoli media del posto, tra cui Alarabiya, Aljazeera, Libya Herald e Libya Akhbar, tutti visionati, non c’è traccia della notizia, così come non ne parlano le più autorevoli testate europee come la Bbc, Le Monde e la tedesca Bild.

In Italia dopo i lanci delle agenzie si sono precipitati a fare dichiarazioni esponenti politici di ogni colore e del governo. Persino il capo dello Stato ha espresso “profondo dolore per la tragedia che si è consumata nel Mediterraneo con la morte di oltre cento persone, tra donne, uomini, bambini”.

La Guardia Costiera italiana citata dall’Ansa in una nota ha spiegato che “l’operazione, sotto il coordinamento libico, si è conclusa nella notte di ieri dopo l’intervento di un elicottero della Marina Militare italiana, che ha tratto in salvo tre naufraghi; una nave mercantile dirottata dai libici, giunta in zona, ha effettuato un’attività di ricerca non trovando alcuna traccia del gommone”.

L’assenza di conferme sulla presunta ecatombe ricorda le bufale diramate dal sedicente osservatorio dei diritti umani in Siria guidato da una sola persona, personaggio molto chiacchierato che risiede a Londra e che ha stretti contatti con i ribelli di Assad i quali non permettono in territorio altre “voci” al di fuori di quelle del falso osservatorio.

Nel Belpaese la stretta sull’immigrazione del governo Lega-M5s ha scatenato polemiche scomposte, in particolare da parte delle Ong alle cui navi è interdetto l’accesso ai porti italiani dove con i governi di centrosinistra sono sbarcati centinaia di migliaia di immigrati suscitando la reazione negativa del 60 percento degli italiani che lo scorso 4 marzo hanno votato in massa per per Lega e Cinquestelle. La stessa Emma Bonino ha ricordato che l’operazione “invasione” in Italia faceva parte di un patto con l’Ue, assecondato dai media di regime.

Dopo la notizia circolata sui media italiani il premier Conte si è detto “scioccato della nuova strage” aggiungendo che “siamo più convinti di prima nel contrastare i trafficanti” di esseri umani.

Lo stesso Salvini ha ricordato: “tornano in mare davanti alla Libia le navi delle Ong, gli scafisti ricominciano i loro sporchi traffici, le persone tornano a morire. Ma il “cattivo” sono io. Mah…”.