Mafia, colpite le famiglie del mandamento di Mussomeli: 17 arresti

Carlomagno campagna Fiat febbraio 2019

carabinieri rosI Carabinieri del Ros a Caltanissetta e in altre parti del territorio nazionale, con il supporto in fase di esecuzione di militari di Caltanissetta e Agrigento, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare emesso dal giudice presso il locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica di Caltanissetta – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 17 persone, alcune delle quali già detenute per altri fatti, ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, estorsioni, reati per armi, rapina e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, aggravati ai sensi dell’art. 416 bis.1 del codice penale. L’operazione è denominata in codice “Gallodoro”.

Il provvedimento cautelare colpisce gli appartenenti alle famiglie mafiose ricadenti nel mandamento di Mussomeli (composto dalle famiglie di Campofranco, Montedoro, Serradifalco, Sutera, Bompensiere, oltre che quella di Mussomeli).

L’articolata attività investigativa, naturale prosecuzione di quelle che nel tempo avevano visto impegnato il Ros nell’area del “Vallone”, ha avuto in VACCARO Domenico, MODICA Calogero, DI LEO Claudio Rino e GRIZZANTI Antonio Calogero i principali indagati.

L’ampio monitoraggio fatto di pedinamenti ed intercettazioni avviato proprio nei confronti del DI LEO, legato da vincoli di parentela a VACCARO Domenico e già condannato per 416 bis nell’ambito dell’operazione “Urano”, ha permesso non solo di confermarnelo spessore criminaleall’interno della famiglia di Campofranco e la disponibilità di armi ma anche di documentare la fiorente attività di spaccio compiuta dal sodalizio dallo stesso diretto nei territori di Campofranco, Mussomeli e Vallelunga Pratameno con canali di approvvigionamento nel palermitano (attraverso POLLARA Francesco) e a San Cataldo (attraversocontatti con SCALZO Vincenzo e DI VITA Calogero Maurizio).

La determinazione a portare avanti le condotte criminali da parte de DI LEO emergeva in tutta la sua spregiudicatezza il 30.05.2012 allorquando, avendo la necessità di reperire il denaro necessario all’acquisto di una partita di droga,egli non esitava a compiere insieme a POLLARA Francesco ed altri complici rimasti ignoti una rapina ai danni della filiale della Banca di Credito Cooperativo Toniolo di Campofranco che fruttava un bottino di 18.000 euro.

Le indagini avevanoavuto un rilevantesviluppo a seguito dell’avvio della collaborazione con la giustizia di CARRUBA Maurizio, uomo d’onore e già rappresentante della famiglia di Campofranco, tratto in arresto nell’aprile 2011 a seguito dell’operazione del ROS“Grande Vallone”.

Grazie all’enorme patrimonio di conoscenze in suo possesso, era stato possibile non solo attualizzare e riscontrare le dichiarazioni rese nel tempo da altri collaboratori ma anche fare luce sudiversiepisodi estorsivi, di alcuni dei qualiegli si autoaccusava, ai danni di imprenditori edili,confermare il ruolo di vertice rivestito in seno alla famiglia di Campofranco da MODICA Calogero e definire le singole responsabilità in riferimento all’omicidio di FALCONE Gaetano (perpetrato a Montedoro (CL) il 13.06.1998).

In particolare, attraverso la puntuale attività di riscontro e incrocio delle dichiarazioni rese anche da altri collaboratori era possibile ricostruire il ruolo di mandante di VACCARO Domenico che, attraverso l’eliminazione di FALCONE, non solo voleva vendicare la morte del fratello Lorenzo e di CARRUBA Calogero ma anche prevenire una possibile azione nei suoi confronti progettata da soggetti appartenenti ad una corrente di Cosa Nostra contrapposta alla sua che volevano scalzarlo dal vertice della provincia mafiosa di Caltanissetta di cui FALCONE era espressione.

Per portare a termine il suo progetto VACCARO Domenico si era avvalso della collaborazione diFALCONE Nicolò (il quale, all’epocarappresentate della famiglia di Montedoro, di cui faceva parte FALCONE Gaetano aveva dato il suo assenso all’uccisione di quest’ultimo), di TUSA Antonio e MODICA Giuseppe che, non solo avevano individuato gli esecutori dell’omicidio di VACCARO Lorenzo e CARRUBA Calogero, ma anche pianificato in ogni dettaglio l’azione di vendettapoi portata a termine da SCHILLACI Angelo e CARRUBA Maurizio.

In carcere finiscono
DI LEO Claudio Rino, di Campofranco, nato il 1961;
DI VITA Calogero Maurizio, S.Cataldo classe 1969;
GRIZZANTI Antonio Calogero, Sutera, classe 1956
MODICA Giuseppe, Campofranco, cl. 1962

POLLARA Francesco, Palermo, classe 1979
SCALZO Vincenzo, S.Cataldo, cl 1973
SCHILLACI Angelo, Campofranco, cl 1962
TUSA Antonino, Catania, cl 1968
VACCARO Domenico, Campofranco, cl 1954

Ai domiciliari
AVARELLO Domenico, Canicattì, classe 1980
FALCONE Nicolò, Montedoro, classe 1948
FAVATA Salvuccio, Mussomeli, cl 1975
LATTUCA Antonino, Agrigento cl 1981
MODICA Calogero, Campofranco, cl 1943

Altri tre sono destinatari di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria