Dà fuoco al bus pieno di studenti per vendicare i migranti morti nel Mediterraneo

Terrore stamane nel Milanese. L'autista, un 47enne senegalese, italiano dal 2004, sequestra un mezzo e gli dà fuoco. 50 studenti salvati dai carabinieri. Lui arrestato

Carlomagno campagna Jeep Renegade ottobre 2019

TERRORE NEL MILANESE. Ha sequestrato un’autobus con una cinquantina di studenti all’interno e poi, cosparso di benzina, gli ha dato fuoco. Per fortuna, con il tempestivo intervento dei carabinieri si è riusciti ad evitare una strage stamattina a San Donato Milanese. A teorizzarla un autista di origini senegalesi, ma italiano dal 2004, che è stato arrestato.

Ousseynou Sy, 47 anni, gravato da precedenti, ha poi spiegato che voleva “farla finitaperché “vanno fermate le morti nel Mediterraneo”. Ce l’aveva con gli italiani. E per stoppare la morte in mare dei naufraghi voleva fare una strage di ragazzini, così per attirare l’attenzione sul caso dei migranti. Nelle sue intenzioni, voleva fare un massacro in aeroporto lanciando il bus in fiamme contro il terminal facendolo schiantare contro persone all’esterno, piuttosto che contro un aereo in pista.

Fortunatamente non si registrano feriti gravi ma ci sono 14 intossicati in ospedale (dodici ragazzini e due adulti). In ogni caso tutti sono sotto controllo medico. Se non ci sono feriti seri, l’impatto emotivo è stato devastante e sarà e traumatico a vita.

Tutto è iniziato stamane quando l’uomo, dipendente della Autoguidovie di Crema, raccoglie la scuola media Vailati del posto e percorre la provinciale 415, direzione imprevista, l’aeroporto milanese di Linate, quando all’altezza di San Donato inizia a dare in escandescenza. E’ stranamente armato di coltello e minaccia di gettare benzina sul mezzo. Poco prima sempre lui, il senegalese “italiano”, ordina a un docente di legare con delle fascette da elettricista i polsi dei ragazzi.

Un ragazzo dodicenne a bordo, avvisa di nascosto i carabinieri e gli racconta terrorizzato cosa stava succedendo: “Fate presto”. Si chiede se sia normale che il bus procede in modo pericoloso sulla strada con l’autista che proferisce frasi sconnesse, e per di più armato. I militari, raccolto l’allarme piombano sulla provinciale e allestiscono un posto di blocco con almeno tre gazzelle.

I militari alla vista del bus guidato da Ousseynou Sy alzano la paletta. A un tratto l’autobus forza il posto di blocco con i carabinieri che si danno subito all’inseguimento. Avviene un primo speronamento del mezzo contro una pattuglia, poi altre auto, finché l’autobus inizia a rallentare.

Dopo qualche minuto il bus si ferma a margine della strada. L’autista inizia a minacciare tutti all’interno. “Oggi da qui non esce vivo nessuno”. Sono attimi di terrore puro. Poi il folle piano. L’uomo prende un bidone di benzina posto accanto al sedile di guida dell’autobus e inizia a cospargerlo di liquido infiammabile. All’interno urla strazianti perché in molti ipotizzavano il successivo gesto che Ousseynou Sy voleva compiere. L’uomo scende dall’autobus e i carabinieri lo notano tenere in mano un accendino. Basta poco. Uno schiocco delle dita e dà fuoco all’autobus con tutti i ragazzi intrappolati.

I carabinieri di corsa rompono i finestrini posteriori e prima che le fiamme raggiungano ragazzi e professori riescono a farli scendere uno alla volta, ma svelti. Le fiamme avanzano minacciose e c’è il timore che il mezzo possa esplodere.

Scesi dal bus ormai avvolto da fiamme e fumo, studenti e docenti si allontanano e si mettono in salvo. Il viaggio del terrore durerà quasi un’ora. L’autista, Ousseynou Sy (con precedenti per guida in stato di ebbrezza e abuso sessuale su minore), assunto qualche tempo addietro dalla ditta di bus di Crema viene subito preso, ammanettato e portato via.

Le accuse ipotizzate al momento sono di sequestro di persona, strage, incendio e resistenza. Le indagini sono coordinate dal pm della Procura di Milano di Luca Poniz. I magistrati non escludono l’ipotesi di procedere anche per terrorismo, come aggravante ai reati contestati.

E’ stato un miracolo, poteva essere una strage“, ha detto il procuratore di Milano Francesco Greco. La procura, citata dal Corsera, ha poi evidenziato come Ousseynou Sy non sia legato “all’Isis e a nessun genere di organizzazione terroristica di matrice islamica”, ha spiegato il magistrato Alberto Nobili.

Il ministro Salvini infuriato: “Con quei precedenti non poteva fare l’autista di autobus. Lavoriamo per revocargli la cittadinanza”, ha fatto sapere. “Soltanto un “cane sciolto” ospite nel nostro paese, poi italianizzato dalle nostre leggi, che voleva una strage di adolescenti per soddisfare la sua sete di vendetta contro i miscredenti occidentali.