Terrore sul bus, senegalese non pentito della “strage”. Rifarebbe tutto

Interrogato l'autista. I pm milanesi si sono detti convinti che potrebbe colpire ancora e fare altre azioni simili

Carlomagno campagna Fiat 500 aprile 2019

Bus in fiamme Sy

Ousseynou Sy, l’autista di bus che due giorni fa ha sequestrato 51 bambini e ha dato fuoco al mezzo, ha mostrato “evidenti segni di squilibrio” durante l’interrogatorio in carcere e ha fatto anche alcune “invocazioni”. Lo ha riferito il suo legale, l’avvocato Davide Lacchini. L’uomo avrebbe detto di voler fare una “azione dimostrativa” e avere “non un impatto nazionale ma un massimo impatto internazionale”.

Lacchini, al termine dell’interrogatorio, ha riferito che l’uomo davanti al gip “ha lodato la politica italiana sulle migrazioni” e che il suo messaggio era “nessuno dall’Africa deve venire in Europa”. Sy durante l’interrogatorio ha detto di aver agito dopo aver sentito dalle “voci dei bambini che stavano morendo nel Mediterraneo” che gli avrebbero chiesto di fare qualcosa di “clamoroso affinché questo non accada più”.

I pm milanesi si sono detti convinti che potrebbe colpire ancora e fare altre azioni simili. E hanno indicato il pericolo di reiterazione del reato di strage come esigenza cautelare. Per gli inquirenti fu lui ad appiccare il fuoco al pullman, mentre Sy sostiene che le fiamme divamparono accidentalmente.

E’ intanto atteso per le 15.30 nel carcere milanese di San Vittore l’interrogatorio davanti al gip di Milano Tommaso Perna per l’uomo che ha dirottato il bus che guidava con 51 bambini e tre adulti a bordo e poi gli ha dato fuoco. Per l’uomo il procuratore aggiunto Alberto Nobili e il pm Luca Poniz hanno chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere con le accuse di strage aggravata dalla finalità di terrorismo, sequestro di persona, resistenza e incendio.

Nel corso dell’interrogatorio Sy non si è pentito di avere terrorizzato 51 bambini per oltre un’ora, salvati solo grazie a uno di loro che è riuscito a dare l’allarme e alla prontezza dei carabinieri. Anzi, Ousseynou Sy, ormai ex autista e ‘lupo solitario’, spera, come ha detto ieri a chi l’ha incontrato in carcere, che il suo folle “segnale” sia arrivato a destinazione.

“L’ho fatto per l’Africa, perché gli africani restino in Africa e così non ci siano morti in mare”, ha ripetuto a chi l’ha incontrato a San Vittore, aggiungendo che l’ultima tappa della sua delirante corsa sarebbe stata l’aeroporto di Linate: “Volevo prendere un aereo e tornare in Africa e usare i bambini come scudo”. Gli inquirenti stanno passando in rassegna il suo passato e i suoi contatti, anche quelli in Senegal, escludendo però collegamenti con l’Isis o gruppi jihadisti. Gli investigatori puntano ad acquisire integralmente e analizzare quel ‘video-manifesto’, partito dal suo canale privato su YouTube, nel quale Sy aveva presentato quel “gesto eclatante”. E stanno cercando di capire se ce ne siano altri in circolazione, oltre ad aver sequestrato materiale informatico nella sua casa a Crema. Sy, tra l’altro, aveva già mentito all’azienda più di una decina d’anni fa quando gli era stata sospesa la patente per guida in stato d’ebbrezza e lui si era dato malato, mentre nell’ottobre scorso era stato condannato a un anno per molestie ad una 17enne a bordo di un autobus nove anni fa. Era sempre lui il conducente.

Il Viminale – nel frattempo – chiede una stretta sulla sicurezza, maggiori controlli e raccordo operativo con le motorizzazioni civili. Questa mattina stata inviata una circolare a tutti i prefetti dal capo di gabinetto del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Nel documento si richiama alla puntuale applicazione della normativa vigente per il rilascio e il rinnovo delle licenze a coloro che guidano veicoli per il trasporto di persone. È inoltre richiesta l’intensificazione dei controlli da parte delle Forze di Polizia.